duro attacco del numero uno di otb al governo

Renzo Rosso: «Fermare l'economia fa più male del coronavirus»

Il Nord ha fretta. Le forze imprenditoriali scalpitano. Dopo un mese di paralisi a causa dell'epidemia che finora ha causato 23.660 vittime, le imprese del settore moda, la seconda manifattura in Europa con il 40% della produzione totale, fa pressing sul Governo per riportare – con le necessarie precauzioni – i lavoratori nelle fabbriche.

Confindustria Moda ha già siglato un accordo con i sindacati per un protocollo di sicurezza nelle aziende, con tutte le direttive da seguire quando si potrà riaprire. Ma sulle tempistiche c'è ancora nebbia, in attesa che Palazzo Chigi - che nelle ultime ore ha frenato sulla riapertura, preoccupato delle fughe in avanti di alcune regioni - si pronunci in merito.

Nei giorni scorsi c'è stato un affastellarsi di indiscrezioni e ipotesi, tutte in attesa di conferma, e intanto gli imprenditori fremono, preoccupati per ogni giorno che passa con gli ingranaggi fermi.

Anche Renzo Rosso, patron della Diesel e presidente di Otb, è tornato alla carica, e durante la trasmissione Circo Massimo su Radio Capital ha stigmatizzato la politica e le scelte del Governo, «che non ha consapevolezza dei fatti e dei numeri - si parla di 50, 100, 1.000 miliardi - e ha ministri che fino all'altro giorno facevano i giocolieri», scatenando un'ondata di consensi tra gli imprenditori sui social.

Rosso lancia l'allarme e fa il paragone con il Dragone: «La Cina non ha mai chiuso. Dobbiamo ripartire anche noi. In giro c'è la fame. A Vicenza, una delle città più ricche, 600 famiglie non riescono a fare la spesa. Figuratevi al Sud».

Guarda inoltre con fiducia alla capacità reattiva del settore manifatturiero italiano: «Anche noi – dice convinto - siamo in grado di ripartire e determinati comparti lo stanno già facendo: se lavorano il settore alimentare o il meccanico, perché non possono lavorare anche gli altri, rispettando la sicurezza delle persone?».

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Non possiamo fermare l'economia – incalza – perché questo farà più male del coronavirus. L'economia va rimessa in moto, fissando in primis la sicurezza delle persone e lavorando in maniera diversa».

E poi la task force: il presidente di Otb punta il dito contro l'esercito di esperti alla corte di Palazzo Chigi. «Colao è un fenomeno – dice – ma non può avere 16 consulenti politici, gente di governo. Si prenda gente vera, che conosce il problema, anche imprenditori, visto che non sono rappresentati. Non ha senso adesso parlare di destra e sinistra, bisognerebbe lavorare insieme per risolvere il problemi, senza fare polemica politica».

Intanto le iniziative solidali messe in campo da Otb proseguono: nei giorni scorsi, infatti, la holding veneta, in concertazione con Federmanager e Confindustria aveva creato un fondo ferie solidali nel quale far confluire il valore economico di minimo cinque giorni di ferie donate da ciascuno dei dirigenti delle società italiane che fanno capo al gruppo: fondo destinato ai dipendenti nelle fasce di reddito più basse e più bisognose, inattive a causa del Covid-19, che ha già superato i 500mila euro.

Come ulteriore gesto personale di responsabilità nei confronti dell'azienda e dei suoi dipendenti, Renzo Rosso ha deciso che per l'intero anno 2020 rinuncerà al 50% dei suoi compensi da presidente di tutte le società del gruppo.

a.t.
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