L'a.d. di Prada auspica una voce unica per parlare al governo

Bertelli: «Alla moda manca un'associazione forte che rappresenti il settore»

«Non c'è un'unica struttura rappresentativa del settore che dialoghi con il governo come fanno i metalmeccanici, che sono poi anche meno di noi ma storicamente più ascoltati». Per Patrizio Bertelli, patron di Prada, la moda parla con troppe voci e la sua idea etico-politica di un settore che funziona passa per la costituzione di un'associazione forte. 

Una posizione portata avanti da tempo dall'imprenditore aretino e rilanciata pochi giorni fa sulle pagine de Il Corriere della Sera come strumento per conquistare la giusta considerazione del fashion system italiano da parte delle istituzioni.

«Non c'è nemmeno un sindacato unitario della moda - ha rincarato la dose il co-ceo del gruppo Prada -. È un'assenza che genera mancanza di appartenenza».

«Siamo divisi in diverse associazioni e quando, nel 2012, - ricorda Bertelli - ho cercato di riunirle tutte in una sola, che avesse al proprio interno Pitti, la Camera della Moda, Altagamma e le altre, sembrava di rubare a ciascuno un pezzettino della propria storia. Ecco, manca una associazione forte che ci rappresenti all'interno del sistema, che ne porti avanti le tematiche e soprattutto le faccia conoscere».

an.bi.
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