«stiamo venendo incontro ai clienti»

Enzo Fusco (Fgf Industry): «Noi ci mettiamo in gioco, ma anche le istituzioni facciano la loro parte»

«Sarà un anno duro per tutti. Nessuno escluso. Siamo in guerra, ma non possiamo mollare e dobbiamo tornare a lavorare. Abbiamo la responsabilità di numerosi posti di lavoro e ora è il momento di fare scelte sensate e ragionate». Così Enzo Fusco, patron di Fgf Industry (Blauer). Prevediamo vendite in calo per il 50% nel 2020, ma l'azienda è sana. Poi ci vorranno due anni per rimettersi in carreggiata».

«Nell'immediato le imprese e i negozi devono tornare a funzionare», è il punto di vista dell'imprenditore, cui fanno capo anche le label Ten CPrince TeesBpd e la nuova nata B+Plus, che vanta un fatturato 2019 di oltre 60 milioni di euro, comprese le licenze che valgono 9 milioni di euro e con l'ebitda che raggiunge il 20%.

«I nostri lavoratori sono tutti a casa in modalità smart working, ma ho chiesto al prefetto l'autorizzazione di far venire per qualche giorno 15 dei miei 100 dipendenti per portare avanti le collezioni, che necessitano della presenza fisica degli addetti per la fase di prototipia», racconta.

«I dettaglianti dal canto loro hanno saltato una stagione e ora devono per forza rimettersi in pista – aggiunge -. Certo, nessuno si aspetta grandi incassi, perché la gente non ha i soldi e perché non c'è lo spirito giusto, ma si deve infondere coraggio alle persone».

«Dal canto nostro – prosegue - cerchiamo di dare una mano, avendo spostato tutti i pagamenti estivi tra luglio, agosto e settembre, rispetto ai consueti aprile, maggio e giugno».

L'azienda, inoltre, si farà carico del 25-30% di merce non ritirata dai clienti, che resterà in magazzino. «Anche in questo caso – sottolinea Fusco – faremo di tutto per assecondare le esigenze dei punti vendita, valutando caso per caso eventuali scontistiche, cambi merci o resi. Di sicuro le proposte nelle boutique andranno molto presto in saldo».

Sarà un periodo in cui bisognerà lavorare con molta lungimiranza, dal momento che il lockdown creerà a valle una situazione di accavallamento: «Mentre saremo alle prese con le vendite della primavera-estate in corso, ci sarà l'invernale in arrivo tra luglio, agosto e settembre: ma con quale mood si potrà affrontare questa situazione?», esclama Fusco.

Se consideriamo inoltre che a giugno dovrebbe partire la campagna vendite della prossima estate, il sistema si trova di fronte a un vero puzzle: «Di sicuro le date slitteranno e si lavorerà da luglio ad agosto, se non anche fino a settembre: uno scenario che accorcia i tempi produttivi», puntualizza.

In questo affastellarsi di eventi rientra anche Pitti Uomo: «Un punto interrogativo, che vede perplessi molti degli imprenditori – chiarisce Fusco -. I buyer stranieri non ci saranno e per gli italiani, massacrati dalla situazione, la data del 2 settembre non è proprio indovinata. Forse, a questo punto, sarebbe meglio se si organizzasse una manifestazione d'immagine, per rilanciare la moda italiana, chiedendo i finanziamenti allo Stato»

Va un po' meglio fuori dai confini nazionali: «A marzo in Italia non ci ha pagato nessuno, mentre all'estero una buona parte lo ha fatto – aggiunge Fusco -. So che in Austria hanno appena riaperto i negozi e forse in Germania, dove lavoriamo molto bene, saranno pronti dalla prossima settimana. Parlando con importatori e agenti esteri vedo che sono tutti meno pessimisti di noi. Noi, per fortuna, per l'inverno avevamo venduto il 50% all'estero, quindi puntiamo molto sull'export».

Le aspettative, naturalmente, sono riposte anche nelle istituzioni: «Speriamo che arrivino aiuti per le imprese e i negozianti che riportino un po' di liquidità sul mercato. Non si sa quando e come verranno elargiti i 200 miliardi promessi per le aziende italiane e i 200 miliardi per chi esporta. La Cig non si è ancora vista e i 600 euro alle partite Iva in pochi li hanno già ricevuti. Ma a noi i soldi servono adesso! Fornitori e dipendenti vanno pagati e inoltre, noi che produciamo all'estero, dobbiamo pagare con lettera di credito».

A proposito di dipendenti, Enzo Fusco ha pensato a loro stipulando una polizza assicurativa con la UnipolSai che li tutela, nel caso in cui contraggano il virus. Inoltre ha messo in vendita sul suo e-shop un orsetto vestito da poliziotto americano, nato con un fine benefico: il ricavato delle vendite sarà devoluto infatti a favore delle attività del Dipartimento della Protezione Civile.

c.me.
stats