In occasione del Tavolo della Moda di Roma

Cnmi e Altagamma: «Urge istituire un fondo europeo per sostenere la crescita delle aziende»

Istituire un fondo europeo che metta le imprese in condizione di competere e di evolvere. La proposta è scaturita in occasione del Tavole della Moda, svoltosi a Roma lo scorso 23 ottobre, nel corso del quale Camera della Moda e Altagamma hanno messo nero su bianco un documento già all’attenzione dei Ministeri e delle Commissioni Parlamentari competenti.

L’incontro ha visto a confronto tutte le componenti della filiera per fare il punto sugli effetti del caro energia e dell’inflazione sui consumi di un settore strategico come quello della moda.

Durante la riunione, Camera della Moda e Altagamma hanno evidenziato la necessità che i contributi Ice-Agenzia per la promozione del made in Italy non vengano ridotti in modo significativo rispetto al 2022, perché il 2023 si preannuncia come un anno difficile e «mal si coniugherebbe una tale riduzione rispetto alle aumentate necessità di promozione necessarie in questa congiuntura».

«Con l’Inflaction Reduction Act – ha fatto presente Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana e vice presidente moda di Altagamma - gli Stati Uniti hanno stanziato 369 miliardi di dollari e misure protezionistiche a supporto e a difesa dei propri settori produttivi. La Commissione Europea per contro ha presentato una proposta a nome della Presidente Ursula Von der Leyen con la quale si propone di rivedere il sistema degli aiuti di Stato ampliando gli interventi e assegnando ai singoli Stati il potere di stanziare provviste finanziarie a supporto».

«Andrebbe costituita invece – ha spiegato Capasa - una provvista finanziaria comune per sostenere investimenti aggiuntivi delle imprese in alcuni ambiti strategici. L’assegnazione di dotazioni finanziarie ad ogni singolo Stato, come già avvenuto per il Recovery and Resilient Fund, andrebbe computata in base a criteri oggettivi».

Il documento mette in evidenza le priorità a cui il fondo dovrebbe mirare, tra cui in particolare il mondo della moda, con l’obiettivo di «sterilizzazione i nuovi picchi energetici, investire per tutelare il potere d’acquisto dei salari rafforzando le condizioni economiche e sociali dei lavoratori, intervenire in tema di transizione digitale ed ecologica e puntare a una nuova programmazione in materia di internazionalizzazione e di comunicazione.

Il testo contiene anche un appello affinché si attivino nuove iniziative volte alla protezione dei marchi e del sistema produttivo.

«È urgente assumere questa funzione come una delle priorità per il Paese – fa chiarezza Capasa -. La contraffazione è un problema in tutti i settori in cui opera, ma il comparto tessile e della moda si conferma il più colpito dal fenomeno, con un aumento dei sequestri tra il 2020 ed il 2021 del 117%, ed oltre il 55% del totale dei sequestri».

Focus anche sulle piccole imprese del settore che versano in difficoltà finanziaria dalla pandemia in poi. «Occorre evitare che queste realtà chiudano o diventino oggetto di acquisizioni predatorie. In questo senso Cnmi ha già proposto più volte di creare un fondo pubblico, anche con l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti aperto anche ai Fondi e Soggetti Privati, che consenta di sostenere tutte le imprese della filiera in difficoltà e le accompagni in un processo di risanamento e rilancio».

c.me.
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