In occasione dell'80esimo anniversario

Porte aperte da Candiani nel nome della trasparenza

Il modo migliore per mostrare la trasparenza di un'azienda è aprire le porte dei suoi reparti. Ne sono convinti da Candiani, azienda europea leader nella produzione di denim, che in occasione del suo 80esimo anniversario ha invitato clienti, amici e giornalisti a vivere una giornata tra balle di cotone, macchinari per la filatura e telai in azione, per svelare i segreti di un'impresa che della sostenibilità ha fatto una missione a 360 gradi.

 

«Oggi la trasparenza, che è divenuta un aspetto importante della sostenibilità, è attestata da una serie di certificati. Ma i pezzi di carta non rappresentano realmente quello che un'azienda fa, e quindi siete stati invitati a constatarlo di persona»: così Alberto Candiani, general manager dell'azienda, ha introdotto la visita al mill, di stanza a Robecchetto con Induno, nel Parco del Ticino.


Fondata nel 1938 da Luigi Candiani, l'azienda è oggi guidata da Gianluigi e Alberto Candiani, rispettivamente terza e quarta generazione della famiglia. Una realtà integrata verticalmente che porta avanti le sue attività in due stabilimenti in provincia di Milano, che occupano una superficie totale di circa 170mila metri quadri, tra la sede principale di Robecchetto e quella di Malvaglio, a pochi chilometri di distanza.

 

Grazie al lavoro di circa 700 addetti, Candiani è in grado di produrre 30 milioni di metri di tessuto ogni anno, declinati in 300 articoli, dalle 7 alle 16 once.

 

È stato Gianluigi Candiani negli anni Novanta a orientare la produzione verso la fascia premium, reintroducendo il sistema ring spinning, abbandonato nel dopoguerra in favore del meno pregiato e meno costoso open end. A lui si deve il merito di aver restituto un look autentico al denim e allo stesso tempo di avere dato dignità estetica e di performance allo stretch.

 

Fit, wash, performance fino all'inizio degli anni Duemila erano le tre componenti fondamentali di un bel jeans ma da allora in poi si è aggiunto un altro aspetto importante, la sostenibilità, ha spiegato Simon Giuliani, global marketing director dell'azienda, «che significa fare le cose in un modo migliore e senza compromessi». A lui il compito di guidare il "tour" nei diversi reparti dell'azienda, illustrando con cifre e percentuali i risultati di anni di ricerca e investimenti, in termini di rispetto dell'ambiente.

 

Solo per citare qualche esempio, con i nuovi sistemi di tintura N-Denim e Indigo Juice, sviluppati internamente, l'azienda risparmia ogni anno 2.300 mc di acqua, 9.450 chili di sostanze chimiche e 44mila metri cubi di energia (ossia il consumo medio annuale di 31 famiglie). Riutilizzando l'acqua impiegata nei reparti di finissaggio nel processo di tintura, si risparmiano 77.414 metri cubi di acqua; l'acqua usata per il raffreddamento dei vapori è riutilizzata nel reparto di tintura, con il risparmio di 829mila kWh di energia.

 

Gli scarti della tintura, inoltre, vengono sempre riutilizzati, così come gli scarti del cotone risultanti da tessitura, filatura e reparti di tintura vengono totalmente riciclati, per dare vita in parte a nuovi tessuti e in parte a materiali per l'isolamente nelle case e nell'industria automobilistica. Processi che rispondono a tre diktat fondamentali: ridurre, riutilizzare, riciclare.

 

Un percorso virtuoso che non si ferma con la pezza di tessuto ma che guarda ai capi finiti, affinché si facciano trattare in modo sostenibile. A tal fine nel 2012 Candiani ha creato un centro di sviluppo, per consigliare nel migliore dei modi i clienti nelle loro scelte, illustrando le peculiarità dei tessuti e delle tecnologie sviluppate in house.

 

La tecnologia N-Denim è un sistema di tintura ideale per i jeans scuri, perché permette al colore di penetrare nel filato, riducendo i bagni da sette a due, con un risparmio di sostanze chimiche del 30%.

 

Indigo Juice, al contrario, è un sistema ideale per i jeans decolorati, che permette alla tintura di rimanere sulla superficie del filato, in modo che quando i jeans vengono lavati nelle lavanderie scoloriscono molto più velocemente rispetto ai trattamenti tradizionali.

 

Se Indigo Juice viene abbinato al trattamento Kitotex, brevetto internazionale che consente di ridurre drasticamente il cosumo di acqua, agenti chimici ed energia nel processo di produzione del tessuto, si crea un nuovo standard per la produzione di denim sostenibile, che permette di risparmiare il 75% di acqua e il 65% di prodotti chimici.

 

Se poi l'insieme Indigo Juice-Kitotex si combina con l'anniversary fabric Re-Gen, realizzato interamente con fibre rigenerate, si arriva a produrre un jeans con soli 33 litri di acqua, rispetto ai 2.660 di un jeans normale (compresa l'acqua usata nella coltivazione del cotone), e con 200 grammi di prodotti chimici, rispetto ai 700 usati normalmente.

 

Non è un caso quindi che per i Candiani l'appellativo di "The greenest mill in the Blue World" sia un motivo di orgoglio.

c.me.
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