INDISCREZIONI DOPO IL DEAL CON ESTÉE LAUDER

Tom Ford potrebbe chiudere con il mondo della moda

La cessione del suo brand a Estée Lauder Companies, in un deal valutato complessivamente 2,8 miliardi di dollari, potrebbe coincidere con un lungo addio di Tom Ford alla moda.

In base a indiscrezioni riportate dal Financial Times, il designer e imprenditore sarebbe stanco di un settore che gli ha dato tanto ma per il quale lui non si è risparmiato, a partire da quando riportò in auge Gucci, allora a un passo dalla bancarotta.

In base all’intesa, Zegna - che detiene la licenza del menswear Tom Ford dal 2006 - prenderà in gestione a lungo termine, per un periodo non specificato, l’intero business legato alla divisione moda, gestendo il prêt-à-porter uomo e donna, gli accessori, l’underwear, la gioielleria, il childrenswear, i prodotti tessili e l’homewear. Quanto a Marcolin, licenziatario dell’eyewear Tom Ford dal 2005, continuerà a occuparsi del segmento occhiali.

Secondo alcune stime Ford (che deteneva circa il 64% della sua società) riceverà dalla vendita la bellezza di circa 1,1 miliardi di dollari in contanti, al netto delle tasse. Del suo patrimonio fanno parte anche due case, quella principale di Los Angeles e quella di New York, valutate intorno ai 65 milioni di dollari.

Potrebbe dunque tranquillamente fare il disoccupato miliardario, anche se fino a fine 2023 dovrebbe restare impegnato nella direzione creativa della griffe, ma è molto più probabile che si ributti nel cinema (ha diretto due film di successo, A Single Man nel 2009 e Animali Notturni nel 2016), lui che ha scelto di abitare a due passi da Hollywood, mecca del settore.

La vendita della sua griffe è arrivata alcuni mesi dopo le dimissioni da presidente del Cfda, avvenute nel maggio scorso: un incarico mantenuto per meno di tre anni, contro i 13 di Diane von Furstenberg e i 15 di Stan Herman.

Già sei anni fa Ford confidava al Financial Times: «Nella moda manca sempre più la grazia. Si è arrivati a un punto in cui non c’è molto rispetto per il designer e questo è triste». In concomitanza con la pandemia la morte nel settembre 2021 del marito Richard Buckley, partner per 35 anni e con cui ha cresciuto il figlio Jack, lo ha profondamente segnato.  

Tutti eventi che lo hanno trasformato e che potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase a 61 anni, l'età perfetta per rimettersi in gioco. 

a.b.
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