Indispensabile l'aiuto dell’Ue

Renzo Rosso: «Dobbiamo ripartire, ma ridisegnando il modo di lavorare»

Come impostare la ripartenza? Quali le misure da adottare? Quale il contraccolpo su beni voluttuari come la moda dopo la pandemia? Sono tante le domande che assillano in questo momento imprenditori e manager del settore, in attesa che vengano riaperte le fabbriche e allentate le imponenti misure di distanziamento sociale dettate dal lockdown.

In un'intervista all'Ansa Renzo Rosso sostiene di non vedere tante insidie nella risposta dei consumatori, quanto nella necessità di rimodulare le attività, tenendo conto che fino a quando non sarà trovato un vaccino col virus bisognerà conviverci: «La moda – dice il patron di Otb - farà sempre parte della vita delle persone. È un modo per esprimere la propria personalità, il proprio senso estetico, per sentirsi bene».

L'input al cambiamento si impone piuttosto a un altro livello: «Dovremo creare posti di lavoro, mezzi di trasporto e di intrattenimento sicuri. Bisogna cominciare a pensare a come fare perché la gente sia sicura e non ci siano nuovi contagi – precisa -. Dobbiamo tornare a lavorare il prima possibile per non danneggiare irreparabilmente la nostra economia e le nostre aziende, ma è necessario ridisegnare il modo di lavorare, garantendo la sicurezza delle persone. Ad esempio, proteggendo e lasciando a casa chi ha superato una certa età, più soggetto al virus, e dando più opportunità ai giovani, che per il 30% oggi sono a casa».

Nel momento in cui l'Eurogruppo, dopo il flop dei negoziati tra il 7 e l'8 aprile, si accinge a tornare a discutere sulla risposta economica della Ue alla crisi innescata dal coronavirus, Rosso ribadisce la necessità di fare quadrato: «Un'Europa unita ha l'obbligo di essere presente in situazioni come queste - afferma -. Siamo uno dei principali componenti di questa compagine e ci aspettiamo un aiuto importante dalla Comunità, che in ultima analisi è un aiuto alla Comunità stessa, perché genererà creatività, business e benessere per tutta l'Europa. Non è un favore o una concessione che ci viene fatta, ma un investimento sul post emergenza e per la ripartenza di tutti i settori, in Europa e nel mondo».

Certo, alle imprese spetta una difficile fase di ricostruzione, dopo la chiusura forzata di stabilimenti e negozi: «I nostri manager – confida l'imprenditore veneto - stanno lavorando a diversi scenari, a seconda del protrarsi della situazione contingente. Le aziende dovranno fare tagli in tutti gli ambiti, dalle vendite agli acquisti, dagli investimenti a quelli, più duri, dei posti di lavoro».

Fondamentale sarà dunque gestire le risorse: «Non conoscendo i numeri nel dettaglio (delle perdite, ndr) e il contesto globale, non so dire se ne serviranno 50, 100 o 1.000 miliardi di euro – osserva Rosso -. Più che la quantità è importante come questi soldi saranno spesi. La priorità per il Governo dev'essere quella di prendersi cura di tutte le persone che non potranno più lavorare. Per le aziende serve invece un accesso al credito a un tasso praticamente uguale a zero. Lo Stato dovrebbe dare questi soldi alle banche e le banche alle aziende, per fare ripartire le attività e il business».

«Mi auguro che tra sei mesi – conclude Renzo Rosso - avremo già fatto un percorso di convivenza con il virus e che arrivi il prima possibile un vaccino, che ci permetta di tornare alla normalità. Io sono una persona positiva e cerco di trasferire questo messaggio a tutte le persone con cui parlo, dipendenti, amici e sui social».

a.t.
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