La Grande Mela si rianima

Da Tiffany a JPMorgan: a New York si torna a lavorare in ufficio

Diane Bondareff/AP Images for Tiffany & Co.

A New York gli impiegati riprendono a lavorare in presenza, compresi quelli di Tiffany. The Wall Street Journal riporta che Lvmh avrebbe chiesto ai dipendenti della controllata di andare in ufficio due volte la settimana a partire dal primo marzo.

«In questo momento di cambiamento è fondamentale adottare un approccio ibrido al lavoro in loco/da remoto», avrebbe detto Lvmh allo staff in una nota della scorsa settimana.

Tiffany non è la sola grande azienda di New York a richiamare i dipendenti in sede. Tra gli altri vi sarebbe il colosso dei servizi finanziari JPMorgan Chase & Co., mentre a Houston, Shell Oil Co. e altre società del settore energetico hanno richiamato i lavoratori già in maggio-giugno, per poi rimandarli a lavorare a casa, a causa delle nuove ondate epidemiche.

In base alle stime di Kastle Systems, società attiva nel settore della security che monitora gli accessi agli uffici, circa il 14% degli impiegati della Grande Mela sono tornati al lavoro.

Attualmente la percentuale media settimanale dei positivi sui test Covid-19 effettuati a New York City è del 5%, secondo dati statali, in calo dal massimo del 6,4% di inizio gennaio. L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda che i tassi di positività rimangano al di sotto del 5% per almeno due settimane, prima di allentare le restrizioni di chiusura.

Lvmh ha concluso l’acquisizione di Tiffany ufficialmente il 7 gennaio, dopo una querelle finita in tribunale, che ha portato a ottenere uno sconto per poter portare avanti l’operazione (il deal è stato finalizzato a 15,8 miliardi di dollari, circa 425 milioni in meno rispetto all’offerta iniziale).

Con il closing il colosso francese ha cambiato il management: Anthony Ledru, già manager di Louis Vuitton, è stato nominato ceo al posto di Alessandro Bogliolo, uscito dall’azienda insieme al direttore artistico Reed Krakoff e all’executive vice president e chief brand officer Daniella Vitale. Il presidente e ceo di Louis Vuitton, Michael Burke, è diventato chairman del board e Alexandre Arnault, figlio del patron di Lvmh, Bernard Arnault, ha assunto il ruolo di executive vice president, Produce and Communications.

Il lavoro in presenza negli uffici newyorchesi, anche se al momento parziale, dovrebbe andare a facilitare il processo di integrazione ed essere l'avvio di una cultura collaborativa di successo (nella foto, il building sulla Fifth avenue da un anno in fase di ristrutturazione, che sarà ultimata nella primavera del 2022).  

e.f.
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