L'annuncio alla conferenza di apertura

Alessandro Barberis Canonico è il nuovo presidente di Milano Unica

Milano Unica apre la 30esima edizione con un passaggio di consegne: Ercole Botto Poala cede la presidenza ad Alessandro Barberis Canonico (nella foto). «Il mio obiettivo è tenere alta l’immagine della fiera. Ci vediamo in luglio»: questo il messaggio sintetico dell'imprenditore, già presidente di Ideabiella, nonché ceo dell’azienda tessile di famiglia.

Il suo ingresso arriva in un’edizione interlocutoria della fiera tessile, che dovrà per forza di cose scontare gli effetti del coronavirus (la Cina con Hong Kong è il maggiore buyer di tessile italiano), tra cui anche l’annullamento dell’edizione di Milano Unica Cina.

Il partner Messe Frankfurt ha annunciato infatti che a marzo Intertextile non ci sarà e che l’evento è rimandato a data da destinarsi.

Nell’incoraggiare il neoincaricato, Botto Poala ha ricordato che la sua presidenza, «con un inizio impegnativo», è sempre stata supportata dagli imprenditori e connotata da scelte coraggiose, come l’anticipo dell’edizione di settembre a luglio e la scelta di creare uno spazio dedicato alle aziende con prodotti e processi sostenibili.

«L’Italia - dice Botto Poala - spinge per una definizione di sostenibilità: alla fine non è altro che un "numero", che ci permette di avere un obiettivo da raggiungere».

«La sostenibilità è un fiume in piena e va misurata – ribadisce il numero uno di Smi, Marino Vago - . Il primo passo è partire dalla tracciabilità e il secondo è avvalersi di una blockchain, che darebbe una garanzia di trasparenza». 

Vago ha inoltre sottolineato l’importanza di una formazione che tenga conto degli aspetti della sostenibilità e ha auspicato l’avvio di controlli sull’abbigliamento distribuito, come prevede il Green Book europeo, perché se il prezzo è troppo basso, a pagarne le conseguenze è il pianeta e «anche le proposte riciclate non è detto che siano sostenibili».  

Concorde Carlo Maria Ferro, presidente di Ice Agenzia, che dice: «Compliance e marketing sono difficili senza la tracciabilità. Nel 2020 dovremmo vedere un’accelerazione sul fronte blockchain».

«La sostenibilità non è una scelta ma un imperativo categorico - afferma Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - . Tuttavia non deve essere un ulteriore problema».

A proposito di eventuali incentivi per le aziende green, già previsti in altri Paesi, Scalfarotto sottolinea: «Dovremo lavorarci con il Mise e il Governo». A suo parere, anche rivedere i processi con la digitalizzazione permette un’impronta verde. Ringraziando Cnmi e il presidente Carlo Capasa per l’evento dei Green Carpet, il sottosegretario ha concluso con una promessa: «Rifacciamo il tavolo della moda».


e.f.
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