lavorerà insieme a miuccia prada

Raf Simons è il nuovo co-direttore creativo di Prada

Prada ruba la scena all'emergenza coronavirus nell'ultima giornata della fashion week milanese: è di oggi l'annuncio che Raf Simons è il nuovo co-creative director di Prada.

Viene quindi confermato un rumor in circolazione da fine gennaio, partito da un tweet di Jacob Gallagher. L'editorialista del Wall Street Journal aveva infatti scritto: «Mi è giunta voce che Simons andrà da Prada. Non ho altri dettagli».

I dettagli ora ci sono e non riguardano ciò che in molti avevano ipotizzato, ossia un coinvolgimento del designer ex Calvin Klein e Dior nella griffe Miu Miu.

La co-direzione creativa riguarda infatti Prada: dal 2 aprile Simons lavorerà in partnership con Miuccia Prada, con pari responsabilità a livello di input non solo stilistici, ma anche di processi decisionali. La collezione di esordio sarà quella femminile della primavera-estate 2021, in pedana a settembre 2020.

Un sodalizio che si estenderà a tutte le sfaccettature creative del marchio Prada e che, come precisa un comunicato, «nasce dal profondo rispetto reciproco e da una conversazione aperta».

Si tratta di «una decisione presa di concerto, proposta e perseguita da entrambe le parti. Dà vita a un nuovo dialogo tra due stilisti universalmente considerati tra i più importanti e influenti di oggi».

La nota sottolinea come, concettualmente, si metta «in discussione l'idea dell'indivivualità dell'autorità creativa, sottolineando allo stesso tempo l'importanza e il potere della creatività, in un panorama culturale in continuo mutamento».

Non si parla di semplice sinergia, ma di una risposta più profonda a «un'epoca di nuove possibilità, che consentono di assumere un punto di vista e un approccio diversi rispetto alle metodologie consolidate».

In modo un po' sibillino, da Prada fanno notare che «questo si può anche interpretare come il primo passo in direzione di più vasti ambiti di interazione, l'inizio di uno scambio e di una collaborazione liberi, che si interrogano sulle convenzioni creative».

«Il risultato di questa conversazione - si legge - può andare al di là del prodotto, estendendosi alla diffusione di un pensiero e di una cultura. Una visione pura della creatività, in cui il prodotto funge da veicolo di questi concetti».

L'intesa, o filosofia come viene definita, «è perfettamente in sintonia con la storia individuale di ognuno dei due stilisti: reinvenzione, provocazione, esplorazione audace e forza delle idee, ora insieme». 

a.b.
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