le sfide delle fashion school

Furio Francini (Accademia di Costume e Moda): «Una storia di famiglia che ha saputo evolversi»

L’Accademia di Costume e Moda (Acm) di Roma, già inserita da The Business of Fashion tra le fashion school più importanti al mondo, ha come a.d. Furio Francini, che è anche vice presidente della Piattaforma Sistema Formativo Moda, che organizza Fashion Graduate Italia. A Francini fashionmagazine.it ha rivolto alcune domande sulle attività dell'istituto.

 

Può descriverci l'iter dell’Accademia di Costume e Moda?
La nostra è una storia di famiglia e di una grande passione. Nel 1964 mia nonna Rosanna Pistolese ha fondato l’Accademia di Costume e Moda. Lei è stata una stilista, disegnatrice per l’Alta Moda, costumista per il teatro, la televisione e il cinema, oltre che scrittrice e pubblicista di moda e costume. Dopo un’esperienza negli Stati Uniti, è tornata in Italia con la volontà di fondare un'accademia di moda e così è stato. Dopo di lei l’Accademia è stata diretta da mia madre Fiamma, attuale presidente, oggi affiancata da me e mio fratello, Lupo Lanzara, vice presidente. Oggi io e Lupo raccontiamo la nostra realtà con le parole della nonna: «Abbiamo sempre considerato la moda come Costume, Cultura e Umanità». E siamo onorati che l’Accademia sia fra i tre istituti di moda più importanti al mondo per i corsi Undergraduate e Graduate nella categoria Fashion Design secondo The Business of Fashion (BoF) e la sua classifica su “The Best Fashion Schools in the World 2019”.

 

Come è cambiato il sistema didattico?
Sempre più si cerca di rispondere alle richieste del mercato e del sistema moda. È così che sono nati, per esempio, il Master in Creative Knitwear Design, in collaborazione con Modateca Deanna, che ha un tasso di occupazione del 100% o il Master in Fabrics Innovation Design, progettato in collaborazione con aziende manifatturiere del made in Italy e in partenza a febbraio 2020. Quest’ultimo forma figure legate alla creatività e all’innovazione nella ricerca e nello sviluppo dei tessuti e risponde alla sempre più attuale tematica della sostenibilità nei processi produttivi, oltre che alle esigenze da parte dell’industria di competenza. Altro elemento che caratterizza la didattica sono gli Industry Projects, ovvero la crescente collaborazione con le più importanti aziende della filiera produttiva. Si tratta di aziende che scelgono di supportare l’Accademia, lavorando a fianco degli studenti, i quali possono entrare in contatto diretto con alcune delle realtà manifatturiere più importanti al mondo, eccellenza del made in Italy o brand riconosciuti a livello internazionale. Abbiamo creato così un circolo virtuoso di rigenerazione creativa tra studenti e aziende, con le quali Accademia Costume & Moda vanta oggi oltre 80 collaborazioni.

 

Come siete organizzati ai vertici?
Da qualche anno ci affiancano alla direzione didattica due professionisti del calibro di Barbara Trebitsch, direttore artistico di Fashion Graduate Italia e e Adrien Roberts, International Trustee of Graduate Fashion Foundation a Londra. Con loro e con mio fratello selezioniamo i responsabili e i docenti di ogni percorso di studi.

 

Esiste un briefing iniziale con gli studenti?
Il primo briefing avviene durante gli incontri individuali in sede e durante gli Open Days. Un momento in cui i futuri allievi possono ascoltare le presentazioni dei programmi didattici, incontrare gli insegnanti e gli attuali ed ex studenti, oltre a svolgere un colloquio di approfondimento con l’Ufficio Orientamento. Inoltre, l’Accademia ha istituito il Foundation Course, che si prefigura quale corso preparatorio ai Diplomi Accademici di I Livello in Costume e Moda e Comunicazione di Moda: Fashion Editor, Styling & Communication, al fine di costruire un ponte di accesso dalla scuola secondaria di secondo grado al mondo accademico.

a.c.
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