lui smentisce ma il titolo sale ancora

Della Valle (Tod’s): «Non vendiamo, semmai compriamo»

Diego Della Valle smentisce le voci di vendita dell’azienda alimentate dalla notizia di un riassetto.

«Questa voce ricorre spesso, ma se proprio dovessimo fare un’operazione, compriamo, non vendiamo», ha detto il presidente e maggiore socio del Gruppo Tod’s, che in tarda mattinata è intervenuto al Milano Fashion Global Summit 2018.

A proposito della fase di transizione del gruppo - che sta adottando un nuovo modello di business, come dimostra il lancio del progetto Tod’s Factory -, l’imprenditore marchigiano ha sottolineato che sta preparando l’azienda ai prossimi 10 anni, con un focus sui nuovi consumatori ma cercando di «non ubriacarsi di trend», per non perdere di vista la propria identità.

Come riportato nei giorni scorsi da Affari&Finanza di Repubblica, i fratelli Diego e Andrea Della Valle starebbero riorganizzando i loro asset, da cui verrebbe isolata la partecipazione in Tod’s, il cui 50,3% è detenuto tramite Di.Vi. Finanziaria. Altre attività (soprattutto nei media e nell’immobiliare) verrebbero scorporate dalla holding per confluire in due newco: D&L Investimenti e Di.Vi. Immobiliare.

Un altro 9,6% di Tod’s è in capo alla Diego Della Valle & C., controllata al 70% da Diego Della Valle e al 30% dal fratello.

Secondo gli analisti di Equita, il riassetto riportato da Affari&Finanza, con l’isolamento della quota di Tod’s, potrebbe forse essere propedeutico a un’eventuale futura cessione della società.

Equita ha inoltre sottolineato che il riassetto isola la quota nella società di moda. «In attesa di evidenze sul processo di rilancio in atto - spiegano dalla Sim - l’elemento speculativo può fare da supporto al titolo».

Le ipotesi di ieri degli analisti stanno già sostenendo le azioni alla Borsa di Milano. Dopo il recupero della scorsa seduta (a 51,3 euro per azione), intorno alle 16 di oggi, 16 ottobre, Tod's registra un rialzo dell’1,56% a 52,10 euro, in sintonia con il Ftse Mib (+1,77%). Le azioni del gruppo, che controlla anche Hogan e Roger Vivier, registrano invece un calo del 6,87% su base annuale.

e.f.
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