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Canton Ticino proiettato nel futuro: e a Lugano nasce il Lifestyle Tech Hub

Tecnologia, moda e innovazione a confronto, nonché opportunità imprenditoriali a Lugano e in Svizzera, sono i temi sviluppati durante il Live streaming di ieri sui canali social di L*3, sotto il segno di #LuganoGoesDigital.

Dopo un primo panel sull'evoluzione tecnologica al tempo del coronavirus, il secondo dibattito, cui ha preso parte anche il direttore di Fashion magazine Marc Sondermann da remoto, si è concentrato sulla cultura dell'innovazione tra formazione, servizi e ricerca, con un focus sulla città di Lugano.

«Molte società della moda e del lusso hanno scelto come sede legale o headquarters il Canton Ticino - ha affermato Thomas Salafia Bajoni, presidente di Bajoni & Partners -. Questo grazie a condizioni favorevoli, tra cui la tassazione che si attesta al 18% e, se paragonata ai Paesi confinanti, è molto competitiva. Tra cinque anni prevediamo di arrivare al 15,5%». Inoltre il sistema giuridico è celere, la vicinanza a Milano strategica e un'importante riforma fiscale è in vigore da quest'anno.

La città di Lugano sta mettendo in atto una sinergia tra istituzioni, pubblico e privato per dare un input di innovazione e digitalizzazione a 360 gradi, applicato anche alla formazione con iniziative come il master in Digital fashion communication presso l'Università della Svizzera italiana, attivo dal 2018 in partnership con la Sorbona di Parigi. «L'ateneo può rappresentare la condizione quadro per potenziare l'interazione e attrarre le aziende nel territorio - ha sottolineato Boas Erez, rettore dell'Università della Svizzera Italiana -. In aggiunta, forma nuove leve capaci, da introdurre nel settore delle tecnologie».

Formazione e ricerca ma anche servizi digitali in Canton Ticino, come quelli di Copernicus Holding, società svizzera (nata nel dicembre 2016) attiva nei servizi in vari settori, che da settembre 2019 ha inaugurato la nuova sede proprio a Lugano e ha deciso di investire sulla Blockchain.

Maggie Rokkum-Testi, executive manager/head of strategic investments Copernicus Asset Management SA, ha spiegato: «La Blockchain dà molte possibilità. Noi non siamo attivi nella moda, ma abbiamo società che investono nel fashion. La nostra intenzione è quella di approcciare maggiormente questo settore, poiché diventa importante capire la provenienza e la tracciabilità del prodotto, anche perché tra i Millennials c'è una maggiore attenzione riguardo al tema della sostenibilità. La Blockchain aiuta a capire la filiera e da dove provengono i materiali».

Nell'ambito del Ticino è nata l'idea di un fondo con partner advisor americani, che hanno scelto quest'area, grazie alla legislazione avanzata in materia di tecnologie Blockhain e alla posizione geografica privilegiata. «Stiamo lavorando per creare un centro di competenze sulla Blockchain, anche per attrarre aziende internazionali - ha proseguito Rokkum-Testi - e mettere in piedi start up, dando la possibilità a studenti universitari di avere un'esperienza anche lavorativa decisamente costruttiva».

A coronare la tavola rotonda Adam Stanford, managing partner di Deloitte Consulting in Svizzera. La storica storica realtà di consulenza alle aziende può contare su una piattaforma interna in cui i collaboratori possono proporre idee innovative, con la possibilità di essere sostenute economicamente, ma collegata anche all'esterno con i clienti. «I cambiamenti sono rapidi, quindi bisogna saperli gestire in maniera efficiente e sostenibile», ha concluso Stanford.

Ricerca e sviluppo sono la forza del Canton Ticino e i gruppi moda rappresentano un terreno fertile per quest'area. L' importanza della tecnologia nelle grandi aziende in Svizzera potrebbe essere un imput per la condivisione con quelle italiane.

In sintesi, il ruolo di Lugano come hub per il fashion-tech è assodato, sia da un punto di vista formativo e di ricerca, sia grazie al numero crescente di aziende moda presenti sul territorio e impegnate a investire in nuove tecnologie ed e-commerce.

Durante il terzo panel i relatori, tra cui Michele Raballo di Accenture (in collegamento video) e Marco Borradori, sindaco della città di Lugano, hanno illustrato la loro adesione a un progetto coordinato da Carlo Terreni, presidente di Netcomm Suisse. Si tratta della creazione di un Lifestyle Tech Hub Lugano, competence center di tipo associativo che consentirà a università, brand moda, aziende di tecnologia e startup di convergere e promuovere diverse attività: ricerca e sviluppo, costituzione di laboratori di ricerca (che consentono l’acquisizione di macchinari), open innovation e scouting di soluzioni tecnologiche.

La costituzione ufficiale dell’hub era prevista per il 29 marzo, giorno che avrebbe dovuto precedere la Fashion Innovation Week di quest’anno, ma è stata posticipata al 20 aprile.

 

 

a.s.
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