Mentre l’inflazione sale

Fast Retailing (Uniqlo) aumenta gli stipendi fino al 40%

La giapponese Fast Retailing investe nella forza lavoro. Con una revisione del proprio sistema retributivo, che scatterà da marzo, la proprietaria della catena Uniqlo potrebbe arrivare ad aumentare le retribuzioni dei propri dipendenti fino al 40%. Il provvedimento riguarderà dalle funzioni corporate a chi lavora negli store.

La decisione è stata presa «al fine di remunerare ogni singolo dipendente in modo adeguato alle proprie ambizioni e talenti, e di rafforzare il potenziale di crescita e la competitività dell'azienda, in linea con gli standard globali».

La remunerazione includerà uno stipendio base e un bonus che tiene conto dei risultati delle prestazioni. Invece saranno eliminate le indennità basate sulle singole posizioni, attualmente esistenti in Giappone.

La notizia arriva mentre anche nel Paese del Sol Levante l’inflazione galoppa. Dai dati rilasciati poco prima di Natale si sa che l’indice dei prezzi al consumo in novembre ha registrato un +3,8% su base annuale, dal +3,7% di ottobre. L'incremento risente soprattutto dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, nonostante i sussidi governativi abbiano permesso di contenere l’impennata dei prezzi dei generi di consumo.

La crescita dei prezzi, senza tenere conto degli elementi volatili come alimentari ed energetici, calcolata dall’indice Core-Core, è stata del 2,8% su base annuale, dal +2,5% di ottobre.

Solo a Tokyo l’indice dei prezzi al consumo di dicembre (esclusi gli alimenti freschi) ha registrato un +4% annuo, dal +3,8% previsto dagli economisti: il dato più elevato da oltre 40 anni a questa parte. Stando ai sondaggi, le attese sono di ulteriori incrementi anche nei primi mesi del 2023.

Intanto, come emerge dalle agenzie, è lo stesso governo del Giappone che vuole mettere il ritocco verso l'alto delle retribuzioni dei lavoratori tra le priorità della politica economica nel 2023.

Redditi più alti sarebbero essenziali per assorbire parte della crescita dell’inflazione e per affrontare l’inasprimento della pressione fiscale, che si renderà necessario nei prossimi anni, al fine di finanziare la spesa sociale e il forte aumento del bilancio della Difesa. La decisione sui salari spetta in realtà alle aziende, ma il governo può sostenere le imprese tramite, ad esempio, incentivi fiscali.
e.f.
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