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La serata dei Green Carpet Fashion Awards chiude la fashion week

Anche Milano ha i suoi oscar: sono i Green Carpet Fashion Awards, che dal 2017 chiudono in bellezza la settimana della moda con un grande evento al Teatro alla Scala e nella piazza antistante, alla presenza di stilisti, imprenditori e celebrity.

Mondanità con un risvolto etico - su un red carpet non rosso ma verde, con la piazza trasformata stavolta in una moderna Vigna di Leonardo -, a celebrare l'impegno nella sostenibilità delle case di moda.

Molti i premiati ieri (vedi l'elenco sotto), nella serata introdotta da Alexander Pereira, sovrintendente del Teatro alla Scala, che ha ceduto la parola a Carlo Capasa, presidente di Camera Moda, e Livia Firth, co-fondatrice e direttore creativo di Eco-Age: sono stati Capasa e Firth a lanciare insieme due anni fa i Green Carpet Fashion Awards, con il supporto del Mise, dell'Agenzia del Commercio Italiano Ita e il patrocinio del Comune di Milano.

«Sempre più persone, soprattutto giovani, chiedono a gran voce un cambiamento - ha detto Livia Firth - e il seguito che sta ottenendo Greta Thunberg ne è la dimostrazione. Anche la moda può fare molto e lo sta dimostrando».

«I nostri 260 marchi rappresentano oltre il 60% dei ricavi della moda italiana - ha sottolineato Carlo Capasa - e, forti del loro ruolo fondamentale per il made in Italy, si impegnano per costruire un futuro diverso e migliore».

Il momento più emozionante della serata - sotto la direzione creativa di Hamish Bowles e con Adut Akech e Jon Kortajarena nel ruolo di presentatori - è stato la consegna del Legacy Award a Valentino Garavani, dalle mani di una raggiante Sophia Loren in lungo abito nero e con il pubblico in piedi ad applaudire.

Ma altri personaggi di spicco e non solo (impossibile citarli tutti) sono saliti sul palco a ritirare la statuetta in oro etico certificato Fairmined, con veste in alluminio, realizzata da Chopard.

Tra questi François-Henri Pinault, numero uno del Gruppo Kering, che ha ricordato l'importanza di fare squadra per costruire una filiera veramente responsabile a livello internazionale. 

A Pinault è andato il Gfca Visionary Award, mentre una paladina della moda eco-green della prima ora, Stella McCartney - che, per la cronaca, in precedenza era legata a Kering e ora a Lvmh - ha portato a casa The Groundbreaker Award, condividendolo con i suoi collaboratori.

Ad aggiudicarsi il Cnmi Award in Recognition of Sustainability sono state due iconiche aziende italiane, Max Mara (rappresentata per l'occasione da Elia Maramotti) e Zegna, con il numero uno Gildo Zegna accompagnato dal direttore creativo Alessandro Sartori.

Max Mara ha presentato un outfit, indossato da Doutzen Kroes, che utilizza CameLuxe, materiale ricavato dal recupero dei tessuti in cammello dei cappotti del brand, mentre Zegna ha portato alla ribalta #usetheexisting, basato sul riuso delle risorse in tutta la catena produttiva.

Restando in tema di campioni del made in Italy va citato il giovane Lorenzo Bertelli di Prada, che ha consegnato il Gcfa Circular Economy Award a Healthy Seas, Ong fondata nel 2013 per ripulire il mare dai rifiuti.

Tante altre sono state le storie che si sono incrociate in quello che nel suo intervento Beppe Sala, sindaco di Milano, ha definito «il teatro più bello del mondo»: da quella della giovane Flavia La Rocca, destinataria del Gcfa Franca Sozzani Award for Best Emerging Designer, che ha dedicato il premio al figlio piccolo, alla sfida di Stefano Funari, ceo di I Was A Sari, vincitore di The Responsible Disruption Award con una linea di abbigliamento prodotta da un'impresa sociale al femminile di Mumbai, che ridà vita agli abiti usati dalle donne indiane.

Nomi sconosciuti ai non addetti ai lavori, come quello di Pino Grasso (maestro dell'arte del ricamo dal 1958, premiato da Pierpaolo Piccioli con The Art of Craftsmanship Award), sono usciti finalmente allo scoperto, così come a sorpresa hanno avuto il loro quarto d'ora di celebrità i gondolieri di Venezia, che grazie alla collaborazione con The Woolmark Company e la casa di moda Emilio Ceccato hanno scelto di indossare divise in 100% pura lana Merino australiana, aggiudicandosi The Eco Stewardship Award.


a.b.

Ecco i premiati:

The Gcfa Visionary Award: Ginevra Elkann ha premiato François-Henri Pinault

The Gcfa Circular Economy Award: Lorenzo Bertelli ha premiato Healthy Seas

The Gcfa award for Technology and Innovation: Derek Blasberg ha premiato Walter Perretti e Massimo Neresini, presidente e ceo di Sicit

The Social Media Changemaker Award: Eric Underwood e Sinead Burke hanno premiato Doutzen Kroes

Gcfa Franca Sozzani Award for Best Emerging Designer: Arizona Muse e Sara Sozzani Maino hanno premiato Flavia La Rocca

The Responsible Disruption Award: Lou Doillon ha premiato Stefano Funari, ceo di I Was A Sari

The North Star Award: Colin Firth e Lea T hanno premiato Auret Van Heerden e Dorothée Baumann-Pauly di Nyu Stern e Kate Fletcher & Mathilda Tham di Union

Cnmi Award in Recognition of Sustainability: Nikki Reed e Ian Somerhalder hanno premiato Elia Maramotti di Max Mara e Alessandro Sartori e Gildo Zegna di Zegna

The Groundbreaker Award: Amber Valletta e Colin Firth hanno premiato Stella McCartney

The Art of Craftsmanship: Pierpaolo Piccioli ha premiato Pino Grasso

The Eco Stewardship Award: Shailene Woodley e Stuart McCullough ha premiato i Gondolieri di Venezia

The Gcfa Legacy Award: Sophia Loren ha premiato Valentino Garavani 

Premiazioni e ospiti : Green Carpet Fashion Awards


 




 

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