Nel cuore del fuori salone

Superdesign Show: gli highlight fra Superstudio Più e Superstudio 13

13mila metri quadrati di esposizione espositivi e due location per ospitare una cinquantina di brand: sono solo alcuni dei numeri di Superdesign Show 2019.

Il progetto di Gisella Borioli, con Giulio Cappellini (nella foto) in veste di art director, ribadisce l’intento “meno fiera, più museo” al Superstudio Più di via Tortona, questa volta con particolare attenzione al tema Innovation&Tradition.

Guarda infatti al futuro Lexus International, che emoziona con uno spettacolo di luci in collaborazione con il collettivo di artisti Rhizomatiks. In più saranno presentati i finalisti del settimo Lexus Design Award.

LG Electronics presenta Oled, il primo televisore arrotolabile al mondo, per progettare gli spazi con più libertà, mentre Dassault Systèmes, produttore di software per la progettazione in 3D nel fashion e nel design, ha coinvolto alcuni architetti tra cui quelli dello studio americano Morphosis, fondato da Thom Mayne, per mostrare come il design thinking può rispondere ai bisogni degli ambienti urbani del nuovo millennio.

Giulio Cappellini lancia il progetto speciale Superhotel: una sorta di hotel ideale che ospita un mix di proposte fra l’industriale e l’alto artigianato con nomi come Boffi, Cappellini, De Padova, Driade, La Perla Home Collection by Fazzini, Poltrona Frau, Tom Dixon e Marcel Wanders (solo per citarne alcuni).

I materiali innovativi sono protagonisti di Material Connexion Italia, mentre al Superstudio 13 è in programma la mostra Smart city: people, technology & materials curata dall’architetto Giulio Ceppi.

In questa edizione non manca la creatività made in Asia con il progetto Monochrome Monologue della Korea Craft & Design Foundation, promosso dal governo coreano, con l’Indonesian Contemporary Art and Design by Artura e con una serie di brand giapponesi tra i quali Inax, sinonimo di sanitari innovativi e piastrelle artistiche, che compie 100 anni.

Per quanto riguarda l’Europa, festeggia i 20 anni il marchio danese Normann Copenhagen mentre il programma Cosme dell’Unione europea ha supportato l’iniziativa Worth Partnership Project, che presenta 24 dirompenti lavori di giovani talenti dell’Unione Europea.

e.f.
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