nomina a effetto immediato

Lanvin arruola Hecquet, ex ceo di Sandro

Fosun International muove un'altra pedina. Dopo aver acquisito il controllo di Lanvin lo scorso febbraio, e affidato ad interim la gestione del marchio a Joann Cheng (presidente di Fosun Fashion Group), annuncia il nome del ceo scelto per reimpostare le strategie della griffe.

Si tratta di Jean-Philippe Hecquet, dal 2014 alla guida di Sandro, brand francese nell'orbita di Smpc. Un manager navigato, con significativi trascorsi nel lusso, visto che ha lavorato anche da Lvmh, per il quale ha ricoperto diversi ruoli nell'arco di 14 anni. Partendo da incarichi operativi a Parigi e in Nord America, dove svolgeva il ruolo di vice president of operations di Louis Vuitton,  è stato successivamente nominato general manager di Louis Vuitton Canada, concludendo la sua esperienza presso Lvmh nel ruolo di international retail director per Tag Heuer. Nel suo curriculum spiccano anche esperienze da Mercedes-Benz Francia e alla start up Latitudes-Diffusion.com.

«Sono felice di affrontare questa nuova sfida e di contribuire a scrivere un nuovo capitolo nell'incredibile storia di Lanvin - ha commentato Jean-Philippe Hecquet -. L’eredità del brand è importante e prestigiosa e il suo dna è esclusivo, il che ci consente di infondere nuova vita nella più antica e probabilmente più apprezzata maison francese. La moda è una sfida continua, perciò metterò al servizio di questo marchio tutta la mia esperienza nel settore del retail, nonché il mio spirito vincente, la mia passione e tanta ambizione. Sono sicuro che, con l’aiuto di un team efficiente e il supporto decisivo di Fosun Fashion Group, riporteremo Lanvin nel cuore dei nostri clienti».

Per l'executive si profila però un compito non facile: quello di restituire smalto a una maison che dopo l'addio di Alber Elbaz - saldamente alla guida creativa di Lanvin per 14 anni, dal 2001 al 2015 - non è più riuscita a trovare una sua identità, trascinata a picco da ricavi passati dai 235 milioni di euro nel 2012 ai 110 milioni nel 2017, con una perdita netta di 52 milioni.

Dopo l'annuncio del nuovo ceo, ora si attende quello riguardo al direttore creativo: un posto lasciato vacante in seguito al licenziamento di Olivier Lapidus, tornato a occuparsi del suo brand, e in questi mesi occupato da un team interno.

Non mancano ovviamente le indiscrezioni sui candidati considerati più idonei a ricoprire questa poltrona che scotta: nei mesi scorsi si sono fatti i nomi di Haider Ackermann, Serge Ruffieux di Carven e Simon Porte Jacquemus. C'è chi ventila addirittura l'ipotesi di un ritorno di Elbaz. Staremo a vedere le decisioni di Fosun.

Oltre a Lanvin, il gruppo di Shanghai ha altri interessi nel fashion: controlla infatti il 73,9% del marchio italiano Caruso (fra partecipazioni dirette e indirette), il 70% del brand californiano St.John, il 13,89% del gruppo greco Folli Follie e quasi il 29% del marchio tedesco Tom Tailor. Tra le new entry di quest'anno anche il marchio austriaco della calzetteria e lingerie Wolford.

I profitti annuali della conglomerata cinese nel 2017 sono saliti del 28% a 13,16 miliardi di yuan (circa 1,7 miliardi di euro): la crescita più importante da quattro anni a questa parte per il colosso asiatico, quotato a Hong Kong dal 2007.

I ricavi annuali sono passati da 74 a 88 miliardi di yuan (+19%), grazie a un portafoglio di investimenti che spazia dalle assicurazioni alla finanza, dalla farmaceutica al turismo, dall'entertainment e, appunto, alla moda.

a.t.
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