Il presidente di Confindustria Moda sulla crisi di governo

Cirillo Marcolin: «La fragile ripresa in Italia minata da meri calcoli elettorali»

In uno scenario internazionale su cui gravano i problemi legati al costo dell’energia e delle materie prime, con l’inflazione che galoppa e la guerra in Ucraina che non si ferma, si innestano i dissapori che agitano il nostro governo e ne mettono in pericolo la stabilità. Ma Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria Moda non ci sta. E lo dice a chiare lettere.

«Il mondo del tessile, moda e accessorio esprime forte preoccupazione per gli sviluppi politici che il Paese sta vivendo. Il contesto attuale impone che il Governo possa lavorare e portare avanti tutti gli impegni assunti, sia sul piano interno, che a livello internazionale», spiega in un comunicato diffuso oggi, 15 luglio, all’indomani della decisione del presidente del consiglio Mario Draghi di lasciare il suo incarico. Dimissioni rifiutate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma che sono attese al varco della verifica in Parlamento di mercoledì prossimo, 20 luglio.

«Il nostro settore – prosegue Marcolin - che occupa circa 600mila persone in Italia ed è il principale contributore alla bilancia commerciale del Paese, non è ancora completamente uscito dalla crisi pandemica e la ripresa del comparto è messa a rischio dall’esplosione dei costi di energia e materie prime, dalla crescita dell’inflazione e dalla forte esposizione sui mercati internazionali delle nostre imprese».

«Questa grave irresponsabilità - conclude - danneggia le nostre imprese, i nostri lavoratori e tutto il sistema Paese nel suo insieme. Siamo in balia di meri calcoli elettorali che minano la fragile ripresa di tutta l’Italia, oltre che del nostro settore».

c.me.
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