Per sensibilizzare sulla violenza maschile

Chiara Ferragni devolve il compenso di Sanremo a D.I.Re

Chiara Ferragni al Festival di Sanremo con un fine benefico. L’imprenditrice digitale ha infatti annunciato l’intenzione di devolvere il suo compenso come co-conduttrice della serata inaugurale e finale alla rete nazionale D.I.Re -Donne in Rete contro la violenza. 

«La violenza fisica è più facile da riconoscere, per me è più importante parlare di violenza psicologica, di cui io sono stessa sono stata vittima. Ci sono atteggiamenti da non sopportare, che vanno riconosciuti per dire “non me lo merito”», ha detto Ferragni in una conferenza a Palazzo Parigi, a Milano. «Ho accettato di essere co-conduttrice - ha sottolineato - perché voglio sensibilizzare il pubblico italiano su questi temi».

L’annuncio è avvenuto anche tramite un video (in alto uno screenshot) sul suo profilo Instagram da 28,3 milioni di follower, dove l’influencer ha invitato a fare una donazione all’associazione, che gestisce oltre 100 centri antiviolenza e più di 60 case rifugio in tutta Italia. «Ho avuto modo di conoscere la presidente di D.I.Re e alcune delle operatrici, che tutti i giorni lavorano sul campo: loro mi hanno convinta ancora di più a iniziare questo percorso, che spero si evolverà nei prossimi anni».

Con la società Fenice Ferragni è a capo di un business che nel 2021 ha superato i 7 milioni di ricavi (erano 1,2 milioni nel 2020) e generato 1,9 milioni di profitti, dai 3,4 milioni di perdite del precedente esercizio.

Dallo scorso anno si sa che l’azienda - attiva in segmenti come abbigliamento, calzature, kidswear, intimo, make-up, profumi e cartoleria - ha dato mandato a Bnp Paribas per la ricerca di un investitore che entri nel capitale, per far crescere il business. Secondo alcune indiscrezioni circolate in dicembre vi sarebbero trattative in corso con la società d’investimento Avm Gestioni guidata e presieduta da Giovanna Dossena. Difficile attribuire un valore al marchio Chiara Ferragni: le stime che circolano sul web vanno da 80 milioni di euro al doppio esatto, 160 milioni.
e.f.
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