PER UNA CAPSULE CON BLUEBELLA

Prima modella plus size per Victoria's Secret: è Ali Tate Cutler, taglia 46

Criticato per portare in passerella "angeli" troppo perfetti e lontani dalla donna reale, il brand Victoria's Secret punta sulla sua prima ambassador curvy: si tratta dell'americana Ali Tate Cutler, una taglia 46 orgogliosamente esibita e in tasca un diploma al King's College di Londra.

La modella è il volto (e il corpo) di una nuova capsule, che Victoria's Secret ha realizzato in partnership con il brand inglese di underwear Bluebella, pronta a essere messa in vendita su victoriassecret.com e in selezionati negozi britannici.


In un post sul suo account Instagram da 150mila follower Ali si è detta «entusiasta di lavorare con una label che fin da ragazzina era tra i miei idoli», definendo la scelta di una ragazza come lei, bellissima ma non filiforme, «un grande passo nella giusta direzione. Credo di essere la prima "taglia 14" (la 46 italiana, ndr) a rappresentare Victoria's Secret».

È già da un po' di tempo che il marchio si trova nel cono d'ombra: le donne non si riconoscono più nel modello, un tempo vincente, rappresentato da top model perfette come Adriana Lima e Candice Swanepoel, due tra gli "angeli" più famosi che hanno calcato la passerella del mega-show annuale di novembre, un evento mediatico unico nel suo genere.

I risultati finanziari tutt'altro che brillanti preoccupano Les Wexner, anziano patron della casa madre L-Brands, già provato dal fatto di essere rimasto invischiato nella vertiginosa caduta di Jeffrey Epstein, multimilionario manager personale del suo portafoglio per due anni, morto suicida due mesi fa in carcere, dopo essere stato accusato di sfruttamento sessuale.

Nel secondo quarter di quest'anno Victoria's Secret è stato ancora una volta il tallone d'Achille del gruppo capitanato da Wexner, con vendite in discesa del 7%, a 1,61 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti.

Questo è stato il quarto trimestre consecutivo in calo, che si è ripercosso sul giro d'affari totale di L-Brands, ridottosi da quasi 3 miliardi di dollari a 2,9 miliardi, con gli analisti tutt'altro che soddisfatti.

Sospetta la "coincidenza" tra queste performance e l'uscita di scena di un veterano, Ed Razek, in azienda dal 1983 ma soprattutto artefice del format degli "angeli", che ha difeso fino all'ultimo in qualità di chief marketing officer.

Intanto è giallo sulla prossima edizione dello show, che dovrebbe andare in scena come di consueto a novembre, ma forse è a rischio. O meglio, potrebbe esserci ma con un'impostazione completamente differente rispetto a quanto abbiamo visto finora.

a.b.
stats