Pitti Uomo 96

Massimo Giorgetti (Msgm): «La voglia di crescere? Va gestita senza fretta»

«A me sembrano passati al massimo tre anni, ma se penso alle cose fatte - le sfilate, i negozi, l’espansione all’estero, le licenze e, soprattutto, la squadra di oltre 100 persone che lavora con me tra Milano e le Marche - allora i conti tornano»: Massimo Giorgetti riassume così i primi 10 anni di Msgm, il marchio fondato nel 2009 che è protagonista a Pitti Uomo con uno show della collezione maschile (nella foto un bozzetto).

La sfilata uomo del 13 giugno a Firenze è soltanto la prima di una serie di attività organizzate per celebrare i 10 anni del brand. A settembre i festeggiamenti proseguiranno a Milano, dove oltre alla sfilata donna è in programma l’opening del nuovo store in Brera. E a luglio Massimo troverà il tempo per il lancio della nuova linea di activewear.

 

Per definizione gli anniversari sono il momento dei ricordi. È da lì che siete partiti per la sfilata di Pitti Uomo?
Abbiamo deciso di non farci prendere dalla nostalgia, anche se all’inizio l’idea di aprire l’archivio ci è venuta in mente eccome. La tentazione di riproporre, anche se in versione rivisitata, i capi che hanno segnato il nostro successo era forte, ma poi ci siamo fermati.

 

Cosa le ha fatto cambiare idea?
Abbiamo capito che questo genere di operazione non era Msgm. Il nostro claim sin dagli inizi è stato “Never look back, it’s all ahead” e non potevamo tradirlo proprio ora. E poi siamo ancora troppo giovani per farci prendere dai ricordi: magari lo faremo più avanti, per i nostri 20 anni ad esempio. Quindi niente déjàvu a Pitti Uomo, però tanto heritage: il fluo e i fiori non mancheranno, ma saranno completamente nuovi!

 

Quindi sarà un sfilata classica?
Sì: uno show canonico, che celebra il nostro dna con la sola moda maschile. Ci tengo a tenere separate le sfilate uomo e donna, non sento il richiamo del co-ed. Le nostre collezioni viaggiano sì di pari passo ma è anche vero che, in parte, il target di riferimento è diverso dal punto di vista anagrafico: l’uomo è più giovane.

 

Perché avete deciso di sfilare in un palasport? A Firenze ci sono location storiche bellissime...
Con il team di Pitti Immagine abbiamo fatto molti sopralluoghi, ma non ci ho messo molto a capire che il Nelson Mandela forum era il posto giusto. Nessuno l’ha mai usato prima per un evento moda, lo spazio è molto grande e noi ovviamente ne occuperemo solo una porzione. Qui si svolgono manifestazioni, sportive e musicali, entrambi mondi di riferimento per Msgm. Sembra fatto apposta per noi anche dal punto di vista estetico, con le tribune dalle sedute in formica tutte colorate. E poi le parole di Nelson Mandela sui diritti civili all’ingresso mi hanno convinto definitivamente.

 

Qual è stato il momento in cui ha capito che il marchio si era trasformato in una solida realtà imprenditoriale?
I passaggi chiave stati tanti: la prima presentazione da Antonia, la prima sfilata a Milano, il negozio in Brera e poi l’opening di Tokyo. Ma forse è stato quando nel 2018 un fondo come Style Capital ha scelto di investire in noi, che ho preso consapevolezza di quanto ero riuscito a fare insieme al gruppo Paoloni, con cui tutto è iniziato.

 

Si è mai pentito della scelta di aprire le porte dell’azienda a un socio finanziario?
Mai. Con Roberta Benaglia (attuale ceo e a capo di Style capital, ndr) c’è spirito di squadra. L’ingresso del fondo ha portato a un serie di investimenti per noi essenziali: l’espansione retail a livello internazionale, l’apertura della factory a Filottrano, i nuovi headquarters di viale Umbria a Milano e molti progetti sono in via di definizione. Dopo il lancio dell’underwear, a luglio presenteremo una collezione di activewear e altre licenze sono in via di definizione. A settembre, quando a Milano andranno in scena le celebrazioni del decimo anniversario, inaugureremo un nuovo flagship store. Prenderemo il posto di un’agenzia dell’ Unicredit Banca in via Broletto. Sono 400 metri quadri e proprio in questo periodo stiamo mettendo a punto il nuovo concept retail.

 

Il più bel regalo di questo anniversario?
Essere ancora un brand al 100% made in Italy e ci piacerebbe restarlo. Anche tra 10 anni. Certo, non sarà facile riuscirci, ma ci proveremo. Oggi persino la nostra T-shirt bianca è fatta in Italia. Non credo che nel panorama contemporary ci siano altri marchi che, come Msgm, producono tutto qui.

 

La sorpresa più grande di questi primi 10 anni?
Il successo della linea bambino, che è arrivato improvviso e inaspettato: registriamo risultati da grande griffe. Il consumatore tra gli 8 e i 13 anni è molto interessato al nostro prodotto e questo ha ripercussioni sulle scelte dei genitori, perché i veri influencer in famiglia sono i figli. Spero solo di riuscire a mantenere intatto nel tempo il dialogo con un consumatore così giovane. A me è successo così: i brand che mi piacevano da ragazzino mi fanno impazzire ancora oggi.

 

Pensando la futuro, qual è la scommessa lanciata per prossimi 10 anni?
Gli accessori. A oggi siamo ancora percepiti come un marchio di abbigliamento, ma stiamo investendo per potenziare questo segmento. Probabilmente ci vorrà un po’ di tempo, anche perché le clienti che vestono Msgm indossano già le borse delle grandi griffe. Indovinare una it bag di stagione non sarebbe male, ci aiuterebbe a bruciare le tappe. Anche se non è questo il nostro modo di affrontare il mercato: per noi non è importante correre a tutta velocità, ma essere sempre in movimento. Crescere piano ma in maniera stabile, restando cool.

an.bi.
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