PITTI UOMO 96

Pier Paolo Righi: «Oltre Karl, nel segno di Karl»

La prima occasione per celebrare la memoria di Karl Lagerfeld è a Pitti Uomo, dove il brand ricorda il suo leggendario fondatore e apre uno squarcio sul dopo-Karl. Tanti i progetti, da un luxury hotel a una nuova infrastruttura digitale in Cina, con un'ottica omnichannel come business model. Ne parliamo con il ceo Pier Paolo Righi, che per nove anni è stato braccio destro dell'iconico creativo tedesco e ora ha il compito di filtrare la sua eredità per traghettare il brand nel futuro.

Che cosa sarà il brand Karl Lagerfeld senza Karl Lagerfeld?

Karl Lagerfeld è un brand che rappresenta il vastissimo mondo di questo iconico stilista. C’è solo una casa di moda che ha l’onore di portarne il nome ed è appunto la maison Karl Lagerfeld. Il nostro compito, come Karl Lagerfeld family, è portare nel futuro la sua eredità artistica, esattamente come avrebbe fatto lui.

Per circa nove anni lei ha lavorato fianco a fianco con quello che è da tutti considerato un genio poliedrico, un creativo visionario e carismatico, un'icona luxury e pop: visto da vicino chi era Karl Lagerfeld?

Descriverlo in poche parole sarebbe impossibile, perché era veramente un uomo fuori dell’ordinario. Quello che più mi sorprendeva era il contrasto tra immagine pubblica e privata: dietro a un aspetto freddo si celava un uomo cordiale, estremamente empatico. Era molto premuroso. Una volta conosciuto di persona, era impossibile non provare per lui una profonda ammirazione.

Qual è l’eredità più importante che le ha lasciato?

La sua eredità è multiforme, come lo erano i suoi interessi. Karl non era solo uno dei migliori stilisti al mondo: i suoi interessi e le sue attività creative spaziavano dai progetti architettonici ai libri, per non parlare della fotografia. Ma il lascito più importante è lo spirito con cui affrontava ogni cosa. Aveva un approccio curioso e lungimirante, che gli consentiva di immergersi nel presente e inventare il futuro. È questo il tratto che più di tutti ha plasmato la cultura della maison: un principio che ci farà da guida anche per gli anni a venire.

Lo scorso aprile Carine Roitfeld è diventata style advisor della maison per le prossime tre stagioni, lavorando in tandem con il design director Hun Kim. Che cosa cambierà?

La nomina di Carine come style advisor e la conferma di Hun come design director ci garantiranno la maggior continuità possibile. Hun lavorava da cinque anni con Karl, che lo apprezzava moltissimo e aveva piena fiducia in lui. Carine collaborava con Lagerfeld già da qualche decennio, svolgendo incarichi diversi, ed erano anche grandi amici. Carine conosce perfettamente il way of thinking di Karl. In più il suo stile personale, che potremmo definire rock-chic in chiave parigina, è molto in linea con quello del marchio. È una figura credibile in questa veste: il modo più logico per portare avanti il lavoro di Karl Lagerfeld.

Il brand Karl Lagerfeld è sinonimo di abbigliamento uomo, donna, bimbo, denim, beachwear, borse, scarpe, orologi, occhiali, profumi, bigiotteria.... Cosa manca? Qual è il prossimo step?

In effetti nell’ultimo anno abbiamo costruito un portafoglio prodotti molto coeso attorno al mondo di Karl. Il prossimo step è l’apertura del luxury hotel Karl Lagerfeld a Macao, un complesso progettato interamente da Karl, che sarà anche un omaggio alla sua eredità architettonica.

Il marchio è presente in oltre 100 negozi monomarca nel mondo, con location chiave come Parigi, New York e Shanghai. Nell’agenda degli opening ci sarà posto anche per Milano o Roma?

Non escludo aperture in queste città, anche se al momento non siamo attivamente alla ricerca di location. Abbiamo lanciato il marchio puntando soprattutto sul digitale: un approccio che adottiamo ancora oggi. Dialoghiamo con i consumatori soprattutto tramite i canali online.

Karl.com è attivo in 96 Paesi. Quanto vale l’e-commerce per il brand e che progetti avete nel digitale?

A oggi circa il 30% del business deriva dalle interazioni online e pensiamo che circa il 75% degli acquisti complessivi sia avvenuto a seguito di un contatto sul web. Nel nostro caso, la crescita dei canali digitali è nettamente superiore rispetto alle vendite registrate nelle boutique. Ecco perché è fondamentale essere online, e lo sarà sempre di più. Il prossimo grande passo sarà l’implementazione di una solida infrastruttura digital per le attività di Karl Lagerfeld in Cina. Lì le dinamiche sono molto diverse e l’approccio deve essere giocoforza tailored.

Qual è il vostro business model tra offline e online?

Senza dubbio l’offline non può più sopravvivere senza un forte coinvolgimento online del consumatore e, al tempo stesso, il consumatore deve avere la possibilità di toccare con mano le proposte del marchio all’interno dei negozi. Entrambe le dimensioni hanno la loro importanza, perciò è fondamentale saperle integrare in un’unica esperienza. Per quanto ci riguarda, lavoriamo su diversi piani: da un lato ci assicuriamo che l’esperienza digitale prosegua in negozio, dall’altro sfruttiamo l’interazione digitale per promuovere esperienze fisiche come eventi e mostre.

Come avete chiuso il 2018 e quali le previsioni per il futuro?

Il 2018 è stato un anno di notevole crescita: abbiamo registrato un aumento superiore al 50%, con un'accelerazione double digit per le boutique esistenti. Questo slancio si è mantenuto altrettanto dinamico nell’anno in corso e sarà ulteriormente favorito dalle importanti iniziative in cantiere. Alla luce di questo, siamo certi che anche il 2019 si chiuderà con un progresso a due cifre.

a.t.
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