Prende il posto di Claus-Dietrich Lahrs

Leo Rongone è il nuovo ceo (italiano) di Bottega Veneta

Bartolomeo Rongone è il nuovo ceo (italiano) di Bottega Veneta. Il top executive prende il posto di Claus-Dietrich Lahrs - che ha deciso di lasciare l’azienda per motivi personali e riavvicinarsi alla famiglia, con l’obiettivo di intraprendere una nuova iniziativa imprenditoriale - e sarà in carica dal prossimo primo settembre.

“Leo” Rongone - 48 anni italiano - vanta un’importante esperienza nel settore della moda: proviene da Yves Saint Laurent, dove ricopriva il ruolo di chief operating officer. Nel suo nuovo incarico riporterà a François-Henri Pinault, ceo della casa madre Kering, ed entrerà a far parte del comitato esecutivo del gruppo.

In qualità di ceo di Bottega Veneta la sua missione sarà di far raggiungere il pieno potenziale alla nuova vena creativa che caratterizza il marchio italiano dal 2018.

Rongone ha iniziato la carriera come analista nel settore del lusso. È entrato in Fendi nel 2001, diventando responsabile della business intelligence, prima di assumere ruoli di crescente responsabilità nelle attività di supply chain, merchandise planning e client relationship management.

È entrato a far parte di Kering nel 2012 come chief operating officer di Yves Saint Laurent, con responsabilità di prodotto e delle global retail operations.

«Desidero ringraziare sinceramente Claus-Dietrich Lahrs - ha dichiarato in una nota François-Henri Pinault - per il suo impegno e i traguardi raggiunti in quasi tre anni alla guida di Bottega Veneta. Claus-Dietrich ha fatto scelte importanti e ha avviato un nuovo corso per il marchio. Gli auguro tutto il meglio per il suo futuro».

Quanto alla promozione di Rongone, Pinault ha commentato: «Sono felice della sua nomina, conoscendo e apprezzando la sua passione ed energia. L'esperienza nel settore del lusso e le sue qualità manageriali saranno fondamentali per il suo nuovo ruolo».

«Sono certo che sarà in grado di proseguire la nuova fase di sviluppo della storia di Bottega Veneta - ha concluso - attingendo al patrimonio eccezionale del marchio e valorizzandone la creatività».

an.bi.
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