Prioritaria anche sul tavolo di Euratex

Filo apre la 51esima edizione all’insegna della sostenibilità

Filo apre oggi la 51esima edizione al Palazzo delle Stelline di Milano dibattendo sul tema: “La sostenibilità è un processo virtuoso”.

Alla conferenza di apertura Paolo Monfermoso, responsabile della rassegna dei filati di alta gamma, ha annunciato che alla fine della manifestazione seguirà un periodo di incubazione che porterà alla realizzazione, al prossimo Filo, di un’area dedicata alle produzioni sostenibili, nello spazio per le tendenze. «Si tratterà di aziende che si autocertificano su base volontaria», ha precisato.

Pier Francesco Corcione, a.d. di Assoservizi Biella, ha parlato di sostenibilità in termini di processo ma anche di relazioni sociali che includono i fornitori, i dipendenti e il territorio circostante. «I fornitori, come è il caso dei produttori del distretto biellese, vanno adeguatamente remunerati, riconosciuti e aiutati a far crescere», ha specificato. Inoltre, le imprese devono preoccuparsi della soddisfazione dei propri dipendenti e del welfare e adoperarsi per il territorio, non inquinando ma anche occupandosi dei meno abbienti, per esempio coinvolgendo delle cooperative sociali. «O ci si abitua a ragionare in questo modo o saremo eliminati» ha allertato Corcione. 

«Sostenibilità è una parola inflazionata e sfruttata in un’ottica commerciale ma si tratta di un aspetto serio e noi manifatture ne siamo responsabili», ha ammesso Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese. L’imprenditore della F.lli Piacenza ha inoltre ricordato che il distretto biellese si sta attivando affinché anche il primo anello della filiera - il fornitore della materia prima - rispetti i parametri della sostenibilità.  

«A grandi manifatture come la Cina e l’India - ha osservato Bruna Santarelli, dell’ufficio Tessile e Abbigliamento dell’agenzia Ice - arrivano sempre più richieste di un cambio di politica in favore della sostenibilità». «I consumatori asiatici sembrano particolarmente interessati all’impatto ambientale, mentre nei mercati maturi la visione è più olistica e include, oltre all’ambiente, aspetti come il territorio, l’animal welfare e il lavoro». Santarelli ha ricordato un recente accordo fra le manifatture del Vietnam e il Wwf, per rendere più sostenibile la produzione dell’area, attraverso la razionalizzazione dei consumi di acqua ed energia. L’idea è che il progetto possa essere esteso anche ad altre aziende vicine come quelle del Laos e della Cambogia. Vengono inoltre forniti degli incentivi alle imprese estere che investono là.

Mauro Scalia, direttore dell’area Sustainable Business presso Euratex, ha riassunto i principali punti su cui intende lavorare nel 2019 l’associazione del tessile europeo, che accorpa 177 mila aziende (di cui 50mila italiane). «Il tema della sostenibilità resta prioritario» ha confermato, mettendo in cima alla lista dei temi l’economia circolare, seguita dai prodotti chimici e dall’inquinamento da microplastiche. «La tracciabilità è un altro punto - ha aggiunto -. Oggi si può far leva su una maggiore possibilità delle aziende di scambiarsi i dati». Non ultimo c’è il rispetto delle regole. «Regole uguali per tutti - ha concluso Scalia - non solo appannaggio di poche aziende».   

e.f.
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