PROPOSTA UNA MODIFICA ALLO STATUTO

Nessuna pensione in vista per Arnault: il ceo di Lvmh potrebbe rimanere in carica fino agli 80 anni

A 73 anni, Bernard Arnault ha ancora molto da dare a Lvmh. Così la pensa il gruppo del lusso francese, che avrebbe proposto una modifica del proprio statuto societario, con l’obiettivo di spostare il limite di età del pensionamento per il suo ceo da 75 a 80 anni.

Come si legge sulla stampa d’oltralpe a pronunciarsi saranno gli azionisti, convocati per l’assemblea generale il prossimo 21 aprile: se la richiesta venisse accolta, Monsieur Arnault manterrebbe saldo il timone della holding per altri sette anni.

Nessun cambiamento sul fronte anagrafico è stato invece stato invocato per il ruolo di presidente, che rimane a 75 anni.

Bernard Arnault finora non si è mai espressamente pronunciato riguardo al suo successore. Solo il primogenito Antoine lo scorso luglio aveva detto sulle colonne di Le Monde che «un cambio di proprietà è impensabile e la seconda generazione è responsabile della continuità del gruppo».

Attualmente tutti e cinque i figli sono attivi all’interno di Lvmh. L’ultimo ad arrivare, il dicembre scorso, è stato Jean Arnault, 23 anni, entrato con il ruolo di direttore marketing e sviluppo prodotto degli orologi di Louis Vuitton.

Il fratello più vicino per età a Jean, Frédéric Arnault, è attualmente ceo del marchio di orologi Tag Heuer, sempre di proprietà di Lvmh, mentre il fratello maggiore, Antoine Arnault, è ceo di Berluti e responsabile della comunicazione, dell'immagine e dell'ambiente per tutto il gruppo.

Alexandre Arnault ricopre la posizione di vicepresidente esecutivo prodotto e comunicazione di Tiffany & Co. (sempre nell’orbita di Lvmh) e Delphine Arnault è invece vicepresidente esecutivo di Louis Vuitton.

Nel 2021 il colosso del lusso transalpino ha messo a segno ricavi record, raggiungendo un fatturato di 64,2 miliari di euro (+44% sul 2020 e +20% sul 2019), con un utile netto cresciuto del 156% rispetto all'anno precedente, a quota 12 milioni di euro.

Nel solo quarto trimestre l’incremento del fatturato è stato del 22% rispetto all'analogo periodo 2019. A brillare sono state, in particolare, la moda e la pelletteria, che hanno raggiunto livelli mai registrati, grazie a un aumento delle vendite del 51% rispetto al periodo pre-Covid.

a.t.
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