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Lvmh chiama Guillaume Henry per far rivivere Jean Patou

Una storica griffe parigina come Jean Patou è pronta a tornare alla ribalta, grazie alle risorse messe a disposizione da un colosso del lusso come Lvmh.

Il brand, fondato nel 1912 dall'omonimo designer e imprenditore (scomparso nel 1936), è infatti entrato - in sordina - nella galassia del gruppo francese alla fine del 2017, quando Lmvh ha acquisito la maggioranza delle azioni da Designer Parfums, che a sua volta nel 2011 aveva rilevato il marchio da Procter & Gamble.

Quella che sta studiando l'attuale presidente e ceo di Lvmh, Sidney Toledano, nominato presidente di Jean Patou, è una vera e propria renaissance di un brand che negli anni Venti ha innovato il mercato, introducendo pezzi di abbigliamento sportivo, profumi che sono passati alla storia (come Joy), costumi da bagno e le prime cravatte griffate.

In base a quanto dichiarato dalla luxury company a wwd.com, il progetto prevede il lancio di una collezione di abbigliamento e accessori dallo chic sofisticato, in linea con l'heritage del brand, nella secondà metà del 2019.

Toledano ha anche individuato la persona giusta per scrivere il nuovo capitolo dell'iconica griffe: si tratta di Guillaume Henry, un designer fuoriuscito da Nina Ricci lo scorso marzo (dove è rimasto tre anni) e con un'esperienza di cinque anni da Carven, dove ha potuto mettere in luce le sue doti.

Diplomato all'Ecole Supérieure des Arts Appliqués Duperré e con studi all'Institut Français de la Mode, Henry vanta trascorsi anche da Givenchy e Paule Ka.

a.t.
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