Secondo la classifica di Statista e Forbes

Aziende women-friendly: Zalando nella top ten. Armani e Max Mara le uniche italiane per la moda

Passi avanti si stanno facendo, ma c'è ancora molta strada da percorrere in fatto di pari opportunità tra uomini e donne nei posti di lavoro. Il cosiddetto soffitto di cristallo rimane difficile da scalfire e i posti apicali ancora oggi rappresentano un obiettivo difficile da raggiungere per il genere femminile, ingabbiato in stereotipi duri a morire, zavorrato dal peso quasi totale dei lavori di cura nell’ambiente familiare e poco supportato da politiche ad hoc.

Il mondo dell’impresa continua a essere guidato soprattutto da maschi e le donne – anche quando provviste di eguali capacità e titoli - devono faticare di più per ottenere gli stessi risultati, soprattutto in termini di stipendio.

L’indagine annuale condotta dalla società di ricerche Statista per Forbes mette però l’accento sulle aziende virtuose, quelle che stanno introducendo assetti organizzativi adatti per coniugare sfera lavorativa e privata, che puntano ad azzerare il gender pay gap e premiano il merito nei ruoli dirigenziali, al di là del sesso.

Ne è risultato un elenco di 400 imprese a livello mondiale, suddivise per diverse categorie e frutto del sondaggio globale somministrato in forma anonima a 85mila lavoratrici in 36 Paesi: tutte realtà che si distinguono per la promozione dell’empowerment femminile, per retribuzioni competitive e opportunità di avanzamento di carriera, ma anche per accordi di lavoro flessibile che, secondo gli esperti, restano uno strumento fondamentale per correggere le disuguaglianze di genere.

A distinguersi sono anche alcune aziende top del settore moda, lusso e retail. Nella top ten ne compare solo una, Zalando (17mila dipendenti), che si è piazzata al settimo posto ma è la prima del cluster “Clothing, Shoes, Sports Equipment”.

Per trovare la seconda bisogna scendere al 23esimo gradino, dove campeggia l’americana Pvh (casa madre di Tommy Hilfiger e Calvin Klein), mentre al 35esimo troviamo la connazionale Vf.

Il 37esimo posto spetta al gruppo francese del lusso Lvmh (colosso da 175mila dipendenti), seguito da due big dello sport come Puma (42esimo) e Adidas (58esimo).

Nelle prime 100 aziende riescono a entrare anche Chanel (62esimo posto), American Eagle Oufitters (71esimo), Levi’s Strauss & Co. (90esimo), Urban Outfitters (97esimo) e Gap (99esimo). Il gruppo H&M si piazza alla 108esimo posto, mentre il francese Kering al 141esimo.

Solo due le aziende italiane presenti nel ranking relativamente al cluster moda: si tratta del Gruppo Armani (8mila dipendenti), che conquista la 155esima posizione, e il Max Mara Group (5.500 dipendenti), che si piazza alla 242esima.

In graduatoria figurano anche numerose realtà rubricate nel segmento “Retail & Wholesale”, come Grand Vision (11esima), Hermès International (28esima), e Mark & Spencer (75esima), mentre nel cluster “Media & Advertising” spicca Estée Lauder Corporation (settima).

Da notare che al vertice della classifica come numero uno troviamo il Gruppo Argos, un conglomerato colombiano con un fatturato di 3,2 miliardi nel 2021 e investimenti in settori tradizionalmente dominati dal genere maschile, come l’edilizia, l’energia e l’ingegneria.

a.t.
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