Sostenibilità

L'International Fur Federation sulle pellicce: «La naturale si biodegrada, la fake no»

Un nuovo studio divulgato dalla Iff-International Fur Federation prova la rapida biodegradabilità delle pellicce naturali, impossibile per quelle sintetiche.

Un test del laboratorio di Organic Waste Systems di Gand, in Belgio, rivela che le pellicce si degradano velocemente anche in assenza di ossigeno.

Messe a confronto con altri materiali naturali, mostrano la stessa velocità di degradazione delle foglie di quercia e di salice. Lo studio, commissionato da Iff e Fur Europe, evidenzia come il processo parta appena i microrganismi consumano il carbonio presente.

Le fibre sintetiche di cui è composta una fake fur, al contrario, non si degradano e sono pericolose per l'ambiente perché sempre più fini e composte da microplastiche, come sottolineano dalla federazione, che rappresenta 56 associazioni dell'industria della pellicceria di oltre 40 Paesi.

«La pelliccia sintetica - dichiara il ceo di Iff, Mark Oaten - è stata promossa come alternativa sostenibile alla pelliccia naturale, ma in realtà è altamente inquinante. Un’etica interessata alla protezione unicamente dei singoli animali è inutile, se l’ecosistema in cui vivono questi stessi animali viene distrutto».

«Brand come Gucci e Versace - aggiunge - dovrebbero ripensare alla loro scelta di porre fine all’uso della pelliccia naturale. Se hanno davvero a cuore la sostenibilità, sarebbe meglio che leggessero lo studio, che mostra chiaramente come la pelliccia naturale sia meno dannosa di quella sintetica quando finisce nelle discariche».

Chiunque voglia supportare la moda sostenibile, conclude Oaten, «è meglio che pensi all’impatto ambientale derivante dell’utilizzo di prodotti che contengono materie plastiche, destinati a rimanere nelle discariche per decenni. Questo studio evidenzia che la pelliccia naturale inizia a biodegradarsi in pochi giorni».

e.f.
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