Tavolo Tessile-Moda

Interventi urgenti per salvaguardare la filiera. Associazioni a confronto con il ministro Giorgetti

Tra i più colpiti dalla pandemia, il settore tessile-moda necessita di interventi di emergenza e di prospettiva per la salvaguardia della filiera moda italiana. Se ne è parlato nel corso dell'incontro di oggi, 21 aprile, presieduto dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, alla presenza delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali del settore.

Ribadita la necessità di una programmazione strategica e di una visione di medio e lungo termine che sostenga la filiera, la valorizzi e le consenta di preservare l’integrità organizzativa.

Giorgetti ha evidenziato come sia necessario prorogare gli ammortizzatori sociali fino a fine anno e si possa prendere in considerazione l'apertura dei negozi di moda su appuntamento anche nelle zone rosse. Ha anche aggiunto che il nuovo decreto dovrebbe intervenire in maniera soddisfacente sul tema della liquidità.

Il ministro ritiene sia strategico individuare soluzioni di green pass "made in Italy" in quanto la soluzione europea potrebbe avere tempi lunghi di realizzazione e su questo si sta confrontando anche con il Ministro del turismo Massimo Garavaglia.

Cirillo Marcolin
, presidente di Confindustria Moda, ha illustrato al Ministro Giorgetti i pesanti effetti della pandemia sul settore. Nel 2019 il TMA aveva registrato una forte crescita, attestandosi come il primo contributore alla bilancia commerciale del Paese con un fatturato di circa 98 miliardi di euro. Nel 2020 invece, secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda, il fatturato annuo è stimato in calo nell’ordine del -26,0%.

In accordo con i sindacati Marcolin ha quindi richiesto il prolungamento della Cassa Integrazione Covid fino a fine anno e la valorizzazione dell’importanza strategica delle fiere anche a livello globale attraverso l’attivazione di “corridoi verdi”, ovvero protocolli condivisi con altri Stati con criterio di reciprocità, che garantiscano un accesso agevolato alle fiere di settore superando le problematiche della limitazione degli spostamenti.

Il presidente nazionale di Cna Federmoda, Marco Landi, ha evidenziato la necessità che il Governo intervenga per un allungamento dei termini a oggi previsti per i mutui da finanziamenti Covid-19 e sull'opportunità di definire azioni che possano confermare la realizzazione quanto prima delle fiere in presenza.

«Devono essere tutelati tutti gli anelli della filiera se vogliamo salvaguardare il settore nel suo complesso - ha inoltre dichiarato Landi - così come devono essere mantenute e implementate misure a sostegno dell'innovazione e prevedere supporto ai consumi, sostenendo il made in Italy e le produzioni sostenibili».

Landi ha poi dichiarato come sui costi energetici sia opportuno intervenire anche in sede legislativa con una riforma strutturale degli oneri generali di sistema, prevedendone la parziale defiscalizzazione.

Nel corso del confronto è stato presentato anche un documento condiviso da Cna Federmoda, Confartigianato Moda, Casartigiani e CLAAI con Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL e trasmesso nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Mario Draghi, che illustra alcune delle politiche e azioni suggerite al Governo.

Il documento analizza lo  stato del settore e le sue peculiarità, che mettono in evidenza come il 98,1% della base produttiva della moda italiana sia composta da imprese artigiane e MPMI, proponendo azioni contro il dumping economico e sociale, per l’educazione alla legalità, a favore del rilancio di politiche distrettuali, incentivi alle assunzioni e per lo sviluppo sostenibile, sostegno all’internazionalizzazione e supporto per la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica.

Come affermano in una nota la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni e la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive, «in questi mesi abbiamo ascoltato le maggiori associazioni di categoria del comparto della moda, con 45mila aziende che danno lavoro a circa 400mila addetti diretti. Partendo dal confronto, stiamo studiando insieme proposte e azioni trasversali ed efficaci per affrontare l’emergenza di questo settore strategico per l’economia del Paese». 

«Riteniamo sia prioritario - concludono - tutelare la grande rete di piccole e medie imprese e valorizzare quelle figure professionali che rischiano di sparire, costruendo nel contempo un percorso culturale della moda. Va inoltre evidenziato il ruolo strategico dei distretti produttivi e degli oltre 100mila esercizi commerciali che rappresentano il front-end con i clienti, in grave difficoltà perché sono quelli che hanno dovuto affrontare il maggior numero di giorni di chiusura».

c.me.
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