torna alla ribalta l'ipotesi blumarine

Marco Marchi: «Sto costituendo una holding di eccellenze italiane»

«Blumarine è il sogno di ogni carpigiano»: con una frase sibillina Marco Marchi (nella foto), patron di Liu Jo e carpigiano doc, è tornato a parlare a proposito delle indiscrezioni, ormai in circolo da un po' di tempo, che danno per imminente l'acquisizione da parte sua della griffe nell'orbita del Gruppo Blufin.

Durante una recente apparizione pubblica durante il Pambianco summit l'imprenditore non si è sbilanciato, ma ha detto che «sarebbe un motivo di orgoglio mantenere in Italia un marchio che ha fatto la nostra storia, sottraendolo alle mire degli stranieri, che già ci hanno scippato quasi tutto».

«L'idea di costituire un gruppo - ha aggiunto - mi affascina da sempre, perché unirsi è l'unico modo di competere davvero a livello internazionale. Mentre i francesi fanno sistema, noi siamo ancora piccoli. E, a proposito di francesi, basti pensare al caso Gucci per capire tutto il fascino che il made in Italy esercita fuori dai nostri confini».

Su Carpi ha affermato che «è un distretto di eccellenza, ridotto purtroppo in decadenza da una serie di errori. Ci vogliono 50 anni per costruire una realtà come questa, ma ne bastano dieci per distruggerla. Spero che possa riemergere sotto un'altra luce».

Marchi scende in campo in prima persona per ridare lustro alla sua zona d'origine e, più in generale, al Paese. A pochi giorni dalla notizia dell'ingresso nell'azionariato di Coin con una quota del 15% attraverso un aumento di capitale, annuncia di essere nella fase conclusiva della costituzione di una holding dedicata alle eccellenze italiane, senza rivelare di più, ma con la convinzione che «la contaminazione tra brand forti è un fondamentale valore aggiunto».

a.b.
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