Una ex Kering per il progetto di Lvmh

Daniela Ott diventa segretaria generale di Aura Blockchain Consortium

Aura Blockchain Consortium, il progetto capitanato da Lvmh per dare vita a una blockchain globale aperta a tutti i marchi del lusso, chiama a bordo Daniela Ott con il ruolo di segretario generale, che riporterà direttamente al cda del consorzio.

Laureata alla London School of Economics, con un dottorato in Management e Consumer Behavior, la neoincaricata ha fondato Agape Strategy Consulting, società di consulenza che supporta aziende della moda affermate e innovative nello sviluppo del proprio business. In precedenza ha avuto il ruolo di ceo in Eden Being (parte di Oetker Luxury Hotel Collection).

Per 15 anni Ott ha fatto parte del Gruppo Kering, ricoprendo vari ruoli all’interno di diversi marchi. Dopo aver guidato la strategia e il merchandising di Balenciaga e la strategia del Gruppo Gucci, Daniela ha ricoperto diverse posizioni a livello di direzione, tra cui quella di chief operating officer della divisione lusso di Kering e di ceo del marchio Tomas Maier.

In Aura si occuperà di migliorare la customer experience nel settore del lusso attraverso l’autenticazione, la tracciabilità, la sostenibilità e il servizio personalizzato.

«Sono entusiasta di unirmi ad Aura Blockchain Consortium, una collaborazione visionaria avviata da Lvmh, Prada e Cartier - dice - per guidare il cambiamento nel settore del lusso, affrontando le sfide condivise in materia di comunicazione dell’autenticità, approvvigionamento responsabile e sostenibilità attraverso un formato digitale sicuro».

«Sono convinta - aggiunge - che la tecnologia particolarmente all’avanguardia e innovativa che offriamo ai nostri clienti aumenterà ulteriormente la loro fiducia nella qualità dei prodotti dei nostri partner».

Aura si definisce una struttura flessibile, in grado di supportare aziende di varie dimensioni e di adattarsi alle esigenze dei singoli. Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, che ha l’obiettivo di migliorare le relazioni con i clienti e la protezione dei marchi. I profitti vengono reinvestiti nello sviluppo tecnologico della piattaforma dedicata.

Del progetto si è cominciato a parlare nel 2019, con l’intenzione di Lvmh di voler realizzare una blockchain che provasse l’autenticità delle collezioni Louis Vuitton e Christian Dior.

L’idea di base era anche quella di servirsi di questa sorta di registro digitale per dare traccia delle origini dei capi, a partire dalle materie prime utilizzate, per proteggere la proprietà intellettuale creativa, ma anche per lanciare offerte esclusive per i clienti di un marchio ed eventi.

e.f.
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