una mostra fotografica di benedusi e un evento

I Am Genova: i primi 40 anni di Slam a Palazzo Ducale

«Siamo nati a Genova, con i piedi nell'acqua e la burrasca nell'anima»: così recita un comunicato su Slam, il marchio fondato 40 anni fa nel capoluogo ligure, indissolubilmente legato al mondo del mare e della vela.

Non avrebbe quindi potuto essere che questa città a ospitare la celebrazione di un anniversario così importante, con un evento diverso da tutti. 

A Palazzo Ducale, lo scorso 24 maggio, sono state più di 200 le persone che hanno partecipato alla serata clou di
I Am Genova 1979-2019, un progetto che ha coinvolto il fotografo Settimio Benedusi, autore di un racconto per immagini sui genovesi di tutte le età, famosi e sconosciuti.

Le foto, in mostra fino a domani, sono state appese su un grande board, costruito in tempo reale in modo da dare l'idea di una realtà in progress, che si evolve costantemente.

Una Genova che, come ha sottolineato il sindaco
Marco Bucci il 24 maggio, «ha bisogno di sentirsi forte e vibrante e soprattutto di comunicare questa sua forza. I tanti volti immortalati da Benedusi (tra i quali c'è anche quello di Bucci, ndr) esprimono questa energia: non ce n'è uno che non comunichi la voglia di guardare al futuro».

«Da genovesi - ha concluso - ci siamo sempre tirati su le maniche e lo abbiamo dimostrato anche negli ultimi difficili mesi. Siamo una città ospitale, aperta al turismo, che oltre alle aziende, al porto e alla logistica ha molto da dare».

Luca Becce, a.d. di Slam, ha spiegato che «abbiamo deciso di mettere in primo piano non le nostre collezioni, ma le persone ossia il vero patrimonio di Genova, luogo del mare e di chi lo sfida, come è nel nostro dna».

Proprio qui Settimio Benedusi ha studiato all'università, «senza contare che sono un appassionato di De André - ha detto -. Con i miei scatti ho cercato di cogliere un'umanità che mi ha profondamente emozionato».

Presenti alla celebrazione anche Ilaria Cavo (assessore regionale alla Comunicazione, alla Formazione e alle Politiche Giovanili e Culturali) e il direttore di Palazzo Ducale, Serena Bertolucci.

Ma a catalizzare i flash dei fotografi è stato soprattutto Marcello Lippi, ex CT della Nazionale italiana di calcio e campione del mondo nel 2006, ma qui in veste di testimonial di Slam per la Spring-Summer 2019 e presidente della onlus Insuperabili, che aiuta i ragazzi disabili a superare le proprie difficoltà attraverso lo sport e che viene supportata dal marchio.

Sul palco anche il genovese doc Paolo Kessisoglu, autore della canzone C'è da fare, scritta sull'onda emotiva della tragedia del crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto.

Slam esporrà la collezione Spring-Summer 2020 a Pitti Uomo: il dna della vela è il fulcro di uno sportswear con alti contenuti tecnici e non manca una capsule collection per il quarantennale, di cui fa parte anche una serie di accessori, dalla borraccia al berretto con la visiera.

Il brand è attualmente di proprietà della holding Finsea, che lo acquisito nel 2016, e oggi conta 134 dipendenti di cui 63 negli headquarters genovesi.

I ricavi oscillano tra i 18 e i 20 milioni di euro, con la prospettiva di salire a 22 milioni nel 2019, «ma siamo ancora più ambiziosi per il medio termine - anticipa Luca Becce -. In tre anni, infatti, contiamo di duplicare questa cifra».

Uno dei cardini della crescita sarà, oltre all'e-commerce che sta dando molte soddisfazioni, l'espansione retail:ai 26 monomarca già attivi si aggiungeranno altri punti vendita, tra cui la seconda vetrina a Roma e una serie di corner all'interno della catena iberica El Corte Inglés.

In aumento l'export: «Per ora realizziamo oltrefrontiera il 20-25% del giro d'affari - informa l'a.d. - ma puntiamo a raggiungere in breve tempo il 40%, con Spagna e Francia in pole position e prospettive interessanti negli Usa, dove abbiamo riaperto la distribuzione. Teniamo d'occhio anche Australia e Nuova Zelanda».

  

a.b.
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