polemiche roventi sui social

L'anti-Trump Kaepernick eroe della campagna di Nike

Da noi il nome di Colin Kaepernick non è molto conosciuto, ma oltreoceano sì e non solo perché Colin è - o meglio, è stato, nonostante abbia solo 30 anni - un campione sportivo.

Nel 2016, quando giocava come quarterback nella squadra di football americano San Francisco 49ers, Kaepernick iniziò una sua personale protesta «contro un Paese che opprime i neri e le minoranze etniche», rifiutando di alzarsi in piedi durante l'esecuzione dell'inno nazionale prima delle partite della National Football League (Nfl).

Un gesto che il Time aveva premiato, includendo Colin tra i 10 finalisti della classifica Person of the Year 2017, ma che era costato all'atleta di Milwaukee la disoccupazione e le invettive su Twitter da parte di Donald Trump in persona, contro di lui e i suoi sostenitori.

Ora Nike riporta alla ribalta Kaepernick, scegliendolo come testimonial della nuova campagna in occasione del trentennale dello slogan Just Do It: un suo ritratto in bianco e nero è accompagnato dalla frase «Believe in something. Even if it means sacrificing everything».

Una mossa decisamente disruptive, quella di Nike, anche perché l'atleta nel 2017 ha fatto causa alla Nfl, sostenendo di essere stato ingiustamente escluso dalla lega, di cui il marchio del "baffo" è attualmente sponsor tecnico per le divise.

Si aspettano da un momento all'altro le reazioni della Nfl ma, più in generale, non tutti hanno applaudito la presa di posizione del colosso americano dell'active sportswear, che già pochi giorni fa aveva fatto parlare di sé, sempre nell'ambito delle celebrazioni di Just Do It: aveva infatti pubblicato un'immagine di Serena Williams, con una controversa tuta bandita dai responsabili del torneo Roland Garros.

I social, infatti, si sono divisi: c'è chi ha applaudito ma anche tanti che non hanno affatto gradito, coniando hashtag come #JustDontDoIt e #BoycottNike e pubblicando immagini che, al posto del volto di Kaepernick, utilizzano quello dei soldati americani come esempi di vero coraggio da imitare.

Sono comparsi video in cui vengono distrutti o bruciati accessori e capi Nike: insomma, il classico vespaio e non sarebbe strano se lo stesso presidente Usa decidesse di dire la sua, presumibilmente con toni tutt'altro che sommessi, soprattutto dopo che su Twitter è uscito un post di Mahmoud Ahmadinejad: l'ex presidente dell'Iran ha definito Kaepernick uno dei migliori quarterback, rammaricandosi di non vederlo giocare nell'imminente campionato della Nfl.

Intanto dal quartier generale di Portland il presidente del marchio in Nord America, Gino Fisanotti, non arretra sulle decisioni prese. «Crediamo che Colin sia uno degli atleti più influenti della sua generazione - dice - avendo usato il potere dello sport per aiutare il mondo ad andare avanti».

a.b.
stats