Una vita al servizio della moda italiana

Addio a Flaminio Soncini, l'uomo che ha fatto grande il mestiere di buyer

È morto Flaminio Soncini, non un semplice imprenditore, ma un promotore del made in Italy. Per decenni a capo di Camera Buyer Italia, di cui era rimasto presidente onorario, aveva legato la sua avventura nel fashion system al successo delle storiche boutique Tony Magenta, fondate nel 1972 e cedute ormai da qualche anno. Un passo indietro che però non lo aveva mai distolto dall'interessarsi al settore e alle sue problematiche.

 

Nel 2000, Soncini fu il primo a credere nella creazione dell’associazione dei migliori negozi multibrand del lusso italiani «e a riporre grande fiducia nell’unione fra gli stessi, perché per Flaminio unione e dialogo erano alla base della crescita personale e professionale», come ricorda la nota diffusa sa da Cbi.

 

Dovendo scegliere una sola parola per definire Flaminio Soncini, potremmo usare "buyer". La sua lunga e appassionata carriera divisa tra l'associazione (che anche grazie al suo contributo è arrivata a contare quasi 100 associati) e gli amati negozi è stata innanzitutto all'insegna della rappresentanza del mestiere.

 

Come nel suo ultimo post pubblicato sul suo profilo Instagram (datato 1 gennaio 2021) e dedicato al difficile momento che stava attraversando: sotto la foto di una Galleria Vittorio Emanuele a Milano deserta aveva scritto: «Auguro a tutti gli amici di ritrovarci presto, nel nostro prestigioso Salotto, ad abbracciarci».

 

Come sarebbe stato il lavoro di buyer senza di lui, è difficile immaginarlo. Lo ha organizzato e accompagnato nella sua crescita sul palcoscenico del fashion system. Aveva uno sguardo internazionale e il dono dell'ironia che mancherà a tutti, a cominciare dai colleghi di Camera Buyer che oggi, nel giorno della sua scomparsa, lo hanno voluto celebrare sui social.

 

«Il cuore mi si stringe nel pensare che non ci saranno più i nostri discorsi, le nostre parole, il nostro affetto, le nostre risate, il nostro impegno in Camera, per tutti questi anni insieme» lo ricorda con affetto Beppe Angiolini di Sugar. «Un brutto risveglio. Un vero amico e un vero presidente» scrive Claudio Betti di Spinnaker su Instagram.



Parole di affetto, stima e rispetto sono arrivate anche da Vittorio Chalon, che nel 2012 aveva rilevato Tony Magenta nel 2012. «Il percorso tracciato da Flaminio - ha commentato l'imprenditore - è sempre stato il binario su cui far viaggiare il nostro treno e sviluppare il network del retail, come avrebbe fatto lui, volto alla promozione del Made in Italy a livello internazionale. Grazie per averci permesso di far parte della tua vita e di rilevare il testimone».


Le sue relazioni con i colleghi dentro e fuori dal comitato direttivo e con le aziende erano sempre molto attente alla coerenza e all'empatia. Una virtù che lo reso un modello anche per la nuova generazione di buyer come Giacomo Vannuccini di Tricot Boutique. «Sei stato significativo per me e per la mia crescita e il mio pensiero. Ancora mi ricordo - scrive - quando mi hai portato con te nel mio viaggio in Corea: io praticamente esordiente, tu presidente onorario di Camera Buyer. Che risate infinite». Noblesse Oblige.

an.bi.
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