UNITI NEL SEGNO DI #BLACKLIVESMATTER

Da Kering a Nike, la moda prende posizione contro il razzismo

Stati Uniti a ferro e fuoco. Le ultime immagini sono quelle di Macy's e Nike, con vetrine spaccate e interni saccheggiati.

I fatti sono noti: nel pieno della pandemia, con lo spettro di 40 milioni di nuovi disoccupati, l'uccisione di George Floyd a Minneapolis per mano della polizia ha infiammato gli Usa, con proteste dalla East alla West coast.

Una rabbia incontrollata ha preso di mira i teatri dello shopping, da Louis Vuitton a Balenciaga, da Alexander McQueen a Marc Jacobs, sulla cui insegna sono stati scritti i nomi dell'afroamericano assassinato e di Sandra Bland, la donna che nel 2015 si è suicidata in carcere dopo essere stata arrestata per una banale infrazione stradale (nella foto).

Nel mondo della moda sono state numerosissime le prese di posizione sui social contro il razzismo, anche se questo non è bastato a fermare la furia contro i negozi e le vetrine, del lusso e non.

Proprio Louis Vuitton ha postato un video su Instagram con il monito "Apporta un cambiamento. Libertà dal razzismo per la pace, insieme #BlackLivesMatter" e Michael Kors ha scritto "Colpire il business non c'entra con il razzismo".

Un'aperta condanna degli episodi di discriminazione è venuta anche dai big dello sport Nike e Adidas che, bypassando rivalità e competizioni, hanno solidarizzato su Twitter. Lo spot della prima - con l'appello a "Non restare seduto in silenzio. Facciamo tutti parte del cambiamento" - è stato prontamente ritwittato dalla seconda, coinvolgendo milioni di persone.

Tra i tantissimi messaggi, tra cui quelli di Bruno Sialelli (Lanvin), Massimiliano Giornetti, Chiara Ferragni, Pierpaolo Piccioli, Gucci si è affidato a una poesia dell'artista Cleo Wade per esprimere il dissenso, nonostante questo non abbia impedito la violazione del suo monomarca a Beverly Hills con la frase "Eat the rich".

È di oggi la presa di posizione della casa madre di Gucci, Kering, che anche con tutti gli altri brand sotto il suo ombrello – Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Boucheron, Pomellato, Dodo, Qeelin, Ulysse Nardin, Girard-Perregaux e Kering Eyewear – ha fatto una donazione a Naacp (National Association for the Advancement of Colored People), unendosi nella lotta contro il razzismo negli States.

Durante la notte il ceo di Gucci, Marco Bizzarri, e Alessandro Michele, insieme a tutti i dipendenti hanno pubblicato una dichiarazione sul loro impegno per combattere il razzismo e lottare per l'uguaglianza. Con il North America Changemakers Impact Fund hanno inoltre deciso di fare donazioni a favore di Naacp, campaignzero e yourrightscamp, che si sommano a quelle di Kering a nome di tutti i brand del gruppo.

Giovedì 4 giugno tutte le attività di Gucci negli Stati Uniti, compresi gli uffici corporate, i servizi alla clientela e i negozi, si fermeranno per consentire ai dipendenti di trascorrere una giornata di riflessione, onorare George Floyd e le molte altre vite perse e per impegnarsi nel diventare parte della soluzione.

a.t.
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