intanto arruola un ex Off-White

Chiara Ferragni: il Tribunale le dà ragione sul marchio e il Financial Times l'acclama

Scampato pericolo per Chiara Ferragni. Aveva rischiato di non poter registrare in Europa il suo brand, rappresentato da un occhio in stile cartoon. A sbarrarle la strada era stata un'azienda olandese, secondo cui il brand "Chiara Ferragni" era troppo simile al proprio "Chiara".

Tutto è finito nella aule di giustizia, ma è stata l'imprenditrice italiana ad avere la meglio: il Tribunale dell’Unione Europea ha dichiarato che i due loghi in conflitto sono in realtà abbastanza diversi e tali da non indurre in confusione i consumatori.

La Corte ha inoltre sottolineato come le differenze estetiche e la presenza del cognome ‘Ferragni’ rendano visivamente e foneticamente differenti i due marchi.

In contemporanea con la sentenza favorevole è arrivato un altro riconoscimento la Ferragni, che si è vista dedicare un lungo articolo dal Financial Times, in cui l'influencer non è più descritta semplicemente come la regina dei social ma come l'imprenditrice digitale, che guida un business da oltre 30 milioni di euro.

Nel lungo articolo, il quotidiano britannico ripercorre tutta la carriera della Ferragni, mettendo in luce anche aspetti meno noti della sua vita. Dalla proposta di lavoro (rifiutata) di Silvio Berlusconi per un ruolo in Tv, alla recente assunzione di un designer proveniente dall'ufficio stile di Off-White, a cui affidare il rilancio del suo marchio.

Ma nel ricostruire la storia di Chaira (c'è spazio anche per la nascita di Leone e le nozze con Fedez) il Finacial Times non esita a definirla come  una «parte dei piccoli germogli di rinnovamento in Italia» e la mette in contrapposzione alla nostra classe politica.
an.bi.
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