nel mirino uniqlo, inditex, smcp, skechers

Sfruttamento Uiguri: la Francia indaga sulle multinazionali della moda

La giustizia francese ha avviato un'inchiesta per «occultamento di crimini contro l'umanità» nei confronti di realtà come Uniqlo France (Gruppo Fast Retailing), Inditex (Zara, Bershka, Massimo Dutti, tra i marchi in portafoglio), Smcp (proprietaria di Sandro, Maje e de Fursac) e Skechers. Come riportato dall’agenzia Ansa, sono accusati di sfruttare il lavoro degli Uiguri, la minoranza musulmana che vive nella regione dello Xinjiang, nel Nord-Ovest della Cina (in alto la mappa).

L'indagine è stata aperta a fine giugno dopo la denuncia da parte dell'associazione Sherpa, con il collettivo Ethique sur l'etiquette e l'Istituto Uiguro d'Europa Iode.

«Questa inchiesta rappresenterà un rischio giudiziario e un fattore di responsabilizzazione supplementare per coloro che, nella totale impunità, pensano di poter importare in Francia, per arricchirsi, risorse e prodotti al prezzo di lacrime e sangue», ha dichiarato il legale dell'accusa, William Bourdon, intervistato da France Presse.

«Le multinazionali sono state a lungo al di sopra delle leggi. Nel centesimo anniversario del Partito comunista cinese, facciamo del primo luglio una giornata di solidarietà con i deportati uiguri», ha commentato ieri in un tweet l'europarlamentare francese Raphael Glucksmann, sanzionato dalla Cina per la sua lotta a favore dei diritti umani.

Accusato di aver internato, dal 2017, oltre un milione di Uiguri in centri di rieducazione, Pechino dice invece che si tratta di «centri di formazione professionale» per allontanarli dalla radicalizzazione islamica.

Nei mesi scorsi il gruppo del fast fashion H&M ha deciso di non rifornirsi di cotone dalla regione cinese dello Xinjiang, preoccupato per le condizioni di lavoro degli uiguri e di altre minoranze religiose sul territorio. Le ripercussioni non si sono fatte attendere: lo store online H&M sulla piattaforma Tmall di Alibaba è diventato inaccessibile, mentre su Jd.com e Pinduoduo i prodotti del brand sono risultati introvabili.

La presa di posizione di H&M è connessa a un rapporto del think tank dell'ong Aspi-Australian Strategic Policy Institute, che ha indicato l’azienda come beneficiaria di un programma di trasferimento di lavoro forzato.

Altri gruppi che hanno esternato la loro preoccupazione sono Nike, Adidas, Burberry, New Balance, The Gap e la stessa Uniqlo. 

e.f.
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