Distretti e Capitale

I tempi non saranno, per usare un eufemismo, un granché per chi vive di Moda, ma sono pressoché perfetti per fondi, fondini, avventurieri finanziari o altri predatori di sorta.
Essi sono, purtroppo, di estrazione spesso alquanto discutibile, soprattutto quando si tratta di soggetti con poca dimestichezza in materia - più amanti dell'occasione che investitori strategici, più giocolieri di bilancio che esegeti di strategia o, quando mai, di prodotto.
Gli annunci di mirabolanti operazioni di questi giorni non devono allora distrarci da un importante dato di fatto: l'ossatura del nostro sistema economico, i distretti manifatturieri, nonché la piccola distribuzione specializzata, sono sotto pesante attacco.
Dodici mesi di sfibranti lockdown, che siano stati parziali o totali, hanno lasciato un segno indelebile sul nostro tessuto economico e rischiano di averlo, di conseguenza, sulle nostre prospettive di benessere futuro.
Dai primi, accorati appelli alla politica della primavera scorsa si è passati ormai a una specie di muta rassegnazione. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno stato di cose inaccettabile.
Man mano che procede, inesorabile, il credit crunch, rischiamo di assistere a un costante passare di mano di tantissimi piccoli gioielli del made in Italy.
L'esigenza a cui bisogna dunque sopperire al più presto è una sola: liquidità, liquidità e ancora liquidità.
Sappiamo che il nostro sistema ha perso, non per demeriti propri, all'incirca dieci miliardi di fatturato nel 2020.
Nell'immediato si stima che siano 70mila i posti di lavoro già irrimediabilmente perduti.
Una assennata politica industriale deve ora intervenire per evitare che questi mutamenti da congiunturali diventino strutturali.
Da un lato, va potenziata la nostra vetrina verso l'estero. Essa è, a tutti gli effetti, Milano.
La nostra fashion week va riportata al posto che merita, agli assoluti vertici sulla scena mondiale. Ed è questo lo scopo del nostro speciale, che trovate a pagina 67 e che abbiamo volutamente intitolato come la più forte e dinamica delle iniziative oggi in campo: Milano Loves Italy.
Dall'altro, non bisogna assolutamente dimenticare il profondo radicamento sul territorio di tutto ciò che la nostra splendida vetrina è in grado di offrire agli occhi del mondo.
E qui è inevitabile, nonché improcrastinabile, l'intervento della Politica.
Il momento del dolore più acuto è oggi.
Decine di migliaia di aziende rischiano tuttora di cedere.
Questo non può e non deve accadere.
Anche lo spettacolo indecoroso di improvvisati condottieri di ventura che si avventano sulle nostre eccellenze va quanto più evitato.
Sosteniamo dunque Milano e i distretti insieme. L'una e gli altri sono inscindibilmente legati.
Più vendiamo nel mondo e più il sistema fiorisce. Ma bisogna irrigarlo - ed è ora il momento di intervenire.
Presidente Draghi, Signori Ministri: la Moda, che con annessi e indotto genera il 15% del Pil nazionale, ci aspetta al varco.

Marc Sondermann

Fashion Magazine 2/2021

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