Imparare a correre

Con il 2021 si è chiuso un anno particolare; drammatico sì, ma per tanti versi straordinario. Forte della leadership di Mario Draghi, per la prima volta da decenni l'Italia è tornata prepotentemente alla ribalta mondiale. Siamo Country of the Year, secondo l'Economist, e in prima posizione come location cool nella graduatoria di Monocle. Ma lo scenario attuale va ben oltre e ha dell'incredibile. Basti pensare che il Belpaese ha fatto registrare più del doppio della crescita rispetto alla Germania, tradizionale traino del continente, segnando al contempo la metà del suo tasso d'inflazione. Da palla al piede a locomotiva della Ue: è questo il cambio di passo di cui siamo stati in qualche modo tutti e, a pieno titolo, protagonisti. E non è finita qui. Oltre al rimbalzo fisiologico dopo l'anno devastante della pandemia, si scorge all'orizzonte un'importante novità macroeconomica, che molto probabilmente altererà in modo fondamentale gli equilibri negli anni a venire. Nei due Paesi in passato più rigoristi dell'area dell'euro, infatti, sia a Berlino, sia all'Aia, si sono recentemente installati governi forieri di una forte discontinuità rispetto all'ottusa austerity del passato. Questo vuol dire che l'Italia tornerà ad avere margini di manovra e la forte rincorsa in atto non verrà strozzata sul nascere da strette fiscali imposte da Paesi "forti", che per un'ironia della sorte sono oggi i fanalini di coda. Ovviamente si tratta di un'occasione più unica che rara, che va attentamente valorizzata in un'ottica responsabile, non solo a livello governativo, ma anche della singola azienda che trae beneficio dall'alterato clima congiunturale. In questo contesto, la strada da percorrere è chiaramente segnata. Dopo la fuga in avanti imposta dalla doppia crisi finanziaria del 2008 (crack Lehman Brothers) e del 2011 (spread impazzito sul debito sovrano), che portò il sistema moda a internazionalizzare in modo deciso il proprio perimetro di business, oggi è in pieno corso la partita dei superpoteri tecnologici. Di questo, infatti, si tratta quando i modelli di business acquisiscono inedite ed esplosive potenzialità, ma sono soggetti anche a formidabili nuove pressioni competitive. E-commerce, omnicanalità, metaverso, Nft, blockchain: non tutti gli strumenti sono imprescindibili per ciascuno, ma dotarsi dell'arma giusta nel modo strategicamente più indicato è certamente la più potente chiave di volta per il futuro. Non soccombere in questa corsa agli armamenti è dunque l'imperativo del momento. I nuovi arti meccanici vanno montati con molta cura, empatia, intelligenza e senso dell'equilibrio. Dopo il mondo geografico, l'imprenditoria italiana si appresta a conquistare l'universo virtuale. Sicuramente ce l'abbiamo nelle corde. Attenzione, però, a non fare passi falsi.

Marc Sondermann

Fashion Magazine 5/2021

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