La rivoluzione arriva in azienda

Dagli ultimi dati della nostra unità di consulenza Digital Fashion Advisory risulta per il settore moda/lusso, abbastanza rappresentativo nella galassia del made in Italy, una decisa impennata della fitness digitale.
Per il nostro panel di riferimento di 35 aziende leader del comparto, il tasso di penetrazione del fatturato totale con il proprio monomarca online è salito, in 12 mesi, dal 2,0% al 3,3% (vedi l’articolo a pagina 20). Si tratta di una crescita del 65% e, in linea con il benchmark internazionale svolto da McKinsey&Co, siamo ormai entrati in una fase di repentina accelerazione.
Come spesso capita con le novità dirompenti, in Italia siamo rimasti per un certo periodo alla finestra ed è in corso attualmente, un po’ alla rinfusa, il momento della rincorsa. Stiamo ora vivendo la fase in cui le aziende, confortate dai primi successi commerciali, acquisiscono dimestichezza con il nuovo mezzo e intensificano gli investimenti.
Per contro, questo significa anche che la sete di know how è più marcata che mai.
Il numero di talenti da introdurre in azienda è limitato, l’inserimento in un contesto padronale spesso poco incline alle innovazioni di processo non sempre facile e i meccanismi di vera formazione sono ancora in gran parte on the job. Scatta dunque l’emergenza formazione, in cui figure ‘puramente’ digitali, tipicamente giovani, vanno affiancate da un lavoro di aggiornamento da effettuare a 360 gradi su tutte le funzioni cruciali per l’azienda, dal marketing al procurement, passando per retail, merchandising e, non per ultimo, general management.
È stato a questo proposito illuminante l’intervento, effettuato al nostro Ceo Roundtable on Corporate Innovation, di Martino Scabbia Guerrini, presidente Emea del colosso VF Corporation, che dei propri 13,6 miliardi di dollari di fatturato a livello mondiale genera il 7% tramite i canali digitali, con la prospettiva di crescere al 13% entro il 2021. In VF l’età media è vicina ai 30 anni e ci si prodiga a praticare il reverse mentoring: gli ‘anziani’ si fanno spiegare dai ‘giovani’ il funzionamento del nuovo mondo, istituzionalizzando il tutto con un cosiddetto digital day, in cui ospiti esterni, da Google a Facebook, praticano il knowledge sharing con il personale dell’azienda.
Si tratta di un esempio che può fare scuola.

Marc Sondermann

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