La sfida delle competenze

Nel corso dell’ultima fashion week femminile è emersa una Milano fresca, variegata e spumeggiante - nonostante evidenti deficit di coordinamento (vedi le voci dei buyer internazionali a pag. 12).
L’esaltante bravura creativa degli stilisti ha effettivamente fatto passare in secondo piano questo aspetto.
Qualora la regia dell’ente preposto si rassegnasse, però, all’attuale linea di resa allo strisciante accorciamento, continuando a sbandierare fantomatici meriti, sarà il caso di tornare sull’argomento.
Concentriamoci intanto su una sfida altrettanto vitale per gli interessi del made in Italy.
Si tratta dell’emergenza formazione che stiamo riscontrando, come addetti del settore, un po’ a tutte le longitudini della filiera.
Come ben illustra l’intervista di Elisabetta Fabbri a Guillaume de Seynes - direttore mondiale della produzione di Hermès, nonché sesta generazione della famiglia proprietaria -, le skill manuali sono imprescindibili per preservare l’allure del vero lusso, volano non solo delle fortune della celeberrima maison, ma anche delle nostre stesse esportazioni.
Purtroppo, secondo le stime di Confindustria Moda, nei prossimi quattro anni sono a rischio in questo ambito ben 47mila posti di lavoro. Si tratta di maestranze vicine al pensionamento, per le quali oggi non si riesce a trovare un successore qualificato (pag. 24).
L’alquanto improvvida iniziativa della quota 100, probabilmente, contribuirà ad acuire il fenomeno.
Al bailamme si aggiungono 15mila posizioni aperte lungo la filiera distributiva, in primis nelle showroom, per le quali è egualmente difficile trovare candidati all’altezza.
Il fenomeno è stato messo a nudo in questi ultimi mesi dall’enorme visibilità del caso mediatico intorno a Francesco Casile, che in seguito a una lettera al Corriere della Sera ha ricevuto oltre 10mila curriculum, evidentemente in larga parte inadempienti.  L’imprenditore si sta ora prodigando per architettare una soluzione strutturale al problema della mancanza di percorsi formativi per il comparto della vendita b-to-b (pag. 25).
Abbiamo dunque confezionato, con questo numero, uno speciale che non solo celebra i risultati delle capacità manuali tuttora presenti sul territorio nazionale (vedi i servizi da pag. 43), ma che cerca di prospettare, dando voce alle forze in campo, soluzioni concrete per uscire da un collo di bottiglia che va affrontato al più presto (pag. 28).
Ne va del bene di tutti.

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