Prova di forza

Il sistema mondiale delle sfilate di moda sta vivendo un momento molto interessante.
Da un lato, come è noto, alcune tra le maison più importanti stanno focalizzando i loro sforzi su sfilate co-ed, unificate tra uomo e donna, massimizzando il loro effetto mediatico e comunicativo.
Dall’altro, su scala internazionale, assistiamo alla nascita di una pletora di fashion week locali, anche galvaniche ed effervescenti, con tanto di corredo di passerelle, che da Seoul a Copenhagen, passando per Tokyo e Tel Aviv, stanno inevitabilmente attraendo parte della luce dei riflettori su di sé.
In questo contesto altamente competitivo il ruolo delle quattro capitali storiche del fashion system, che per ordine di importanza sono Parigi, Milano, New York e Londra, si trova per forza di cose messo in discussione.
A farne le spese sono più che altro le due metropoli anglosassoni.
Sembra quasi passare il mantra che presenziarvi sia importante solo per imporsi sui due relativi mercati che, per quanto strategici, non sembrano più garantire una vera visibilità mondiale a chi non abbia mezzi ingenti.
Premesso che il dinamismo cosmopolita delle due città continua a essere un’imprescindibile fonte di ispirazione per tutti, le dimensioni minori delle due kermesse non le favoriscono.
La sfida per il primato si svolge dunque più che mai tra Parigi e Milano.
Per quanto riguarda la massa critica, si tratta di una partita decisa in partenza: l’heritage storico e il mastodontico peso commerciale di colossi quali Louis Vuitton, Chanel, Dior ed Hermès fanno inevitabilmente pendere l’ago della bilancia verso Oltralpe.
In un contesto mutevole e in rapida evoluzione bisogna però anche mettere in conto il fattore dell’innovazione. Ed è in questo ambito che Milano sta facendo registrare un importante colpo di reni.
Per la potenza virale del loro messaggio le maison sembrano per tanti versi essere tornate all’effervescenza degli Anni Ottanta.
In un mondo in cui fare affidamento sui soli media tradizionali non è più sufficiente, iniziative come il “secret show” di Dolce&Gabbana, il revival delle storiche top da Versace, l’invasione di Piazza Affari da parte di Ferragamo, nonché tutto ciò che ha contribuito ad abbattere le barriere tra moda e città come Milano XL, il party di Vogue e la Green Carpet Initiative sono stati dei veri e propri toccasana.
È assolutamente questa la via da percorrere.
Quando sono l’agilità e l’inventiva che contano, l’Italia non ha eguali.

stats