Quando essere connessi paga

Con la 94esima edizione di Pitti Uomo si delinea in modo sempre più chiaro una fase nuova del modo di vivere e di presentare la moda.
I giorni in cui un selezionato drappello di compratori e di espositori si confrontavano serratamente su lotti, prezzi e condizioni di consegna sono ormai irrimediabilmente tramontati. Lo stesso vale per la sfilata in senso stretto, che vede sempre più ridotta la sua utilità pratica.
Viviamo invece in un’epoca in cui i confini tra i rispettivi ruoli sono labili e anzi più si accavallano e si intersecano, più valore generano.
Le collaborazioni in cui un negoziante prestato al mestiere di stilista si occupa di ringiovanire un brand fortemente iconico, come nel caso azzeccato di Nick Wooster per Paul&Shark, sono sintomatiche, ma si possono citare tanti altri esempi. Come quello di Herno, che ha ingaggiato un drappello di talentuosi studenti del Polimoda per ideare capi da far confezionare alle proprie maestranze nel corso di un evento happening della durata di tre giorni.
Simile è l’approccio con cui torna sotto i riflettori Rifle, che ha affidato al vincitore di un apposito contest tra i giovani talenti dell’istituto fiorentino la creazione di una capsule esposta in Fortezza.
Non per ultimo è da menzionare il nuovo corso di Moncler, che proprio nel capoluogo toscano ha scelto di far partire la commercializzazione della prima delle proprie capsule presentate lo scorso febbraio in occasione di Milano Moda Donna, nell’ambito di una collaborazione con Matchesfashion.com. L’e-tailer britannico avrà esattamente cinque giorni di esclusiva, dopodiché i capi entreranno in circolazione in modo molto selezionato - l’esatto opposto di quanto si faceva una volta, quando dopo l’assaggio a pochi eletti si passava alla spinta massiccia a 360 gradi.
Il quadro si è fatto dunque molto più complesso, con molteplici punti di contatto e sinergia tra tutte le parti in campo.
Tutto ciò, in realtà, non fa che sottolineare il salto di qualità che Pitti Uomo è riuscito a compiere, passo dopo passo, negli ultimi anni. Dal formato fieristico tradizionale, il megaevento fiorentino è diventato a tutti gli effetti un summit che raduna i key player del settore e da cui scaturisce un numero crescente di innovazioni, partnership e strategie.
Il prossimo step ora è far sì che anche Milano si faccia contagiare appieno da questa benefica energia del fare.

Marc Sondermann

Fashion 7/2018
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