Reazione a catena

Nel rendere Milano un terreno fertile per i giovani talenti, finalmente qualcosa si muove.
Sono tre i fattori a indicare che lo sfondamento è vicino.
Primo: tra i buyer di peso il mood è decisamente cambiato (vedi le nostre interviste). Non si viene più qui per una sorta di stanco rito di ossequi. C’è invece in giro tanta curiosità, tanta voglia di scoprire nomi nuovi. Non è poco.
Secondo: a livello commerciale, i giovani in calendario non sono più una foglia di fico, o uno specchietto per le allodole. In base a quanto ci dicono i distributori e le showroom (vedi il servizio), oggi sostenere le startup della moda non è visto come “solidarietà”, ma come una reale chance di business, perché la sete di novità dei Millennial c’è. E pesa a livello di ordini.
Terzo: la rivoluzione in atto sta creando nuovi spazi di visibilità. Quando alcune sfilate saltano, anche a livello di big (vuoi che si aggreghino, vuoi che si risparmi sui costi), non è necessariamente un male. Anzi. Finalmente il calendario si apre, l’ossigeno entra e nuova linfa vitale permea il sistema.
Il track record degli ultimi anni è incoraggiante.
Da Msgm a Marcelo Burlon, passando per Fausto Puglisi, senza dimenticare il fenomeno Chiara Ferragni, molti esperimenti hanno funzionato.
Il momento del salto di qualità è adesso. Sta già avvenendo.
Come sempre, quando le cose funzionano, i meriti sono di tanti.
Due nomi vanno però esplicitamente menzionati.
In primis la nostra compianta collega, nonché maestra, Franca Sozzani. Con la lungimiranza che le era propria è stata la prima, proprio la prima, a credere fino in fondo in un ringiovanimento del sistema. E, bisogna dirlo, i suoi sforzi hanno pagato. La schiera di giovani premiati e incoraggiati dalle sue iniziative forma ora l’humus per tutto ciò che è cresciuto e crescerà.
L’altro nome è, ça va sans dire, quello di Giorgio Armani. Il nume tutelare del nostro mondo ha esercitato il suo peso fino in fondo, puntellando il calendario prima e aprendo le porte del proprio tempio ai talenti dopo. Certo, un po’ era anche un suo dovere. Noblesse oblige. Ma con quale classe ha adempiuto al compito! Ora è il momento di emularne le gesta.
Anche e soprattutto per chi fa parte di un colosso francese.
O per chi magari si è quotato in Borsa.
La salute del sistema è il benessere di tutti. Sarà meglio ricordarsene. Pena la perdita di freschezza del proprio brand.

Marc Sondermann

Fashion Magazine 4/2017
stats