Risplendere come diamanti

Davanti alle ambiziose eccellenze del nostro Paese si apre un bivio, chiaro e ineludibile.
Una via è quella di rimanere bravi in quel che si fa, migliorare il mix dei mercati e rendere un filo più smart comunicazione e distribuzione, colpendo ad esempio non più la massa, ma solo gli In People e sperimentando con l’e-commerce.
È la strada del graduale adeguamento ai tempi che cambiano, quella più sicura. Oggi equivale, purtroppo e nella migliore delle ipotesi, alla conservazione (del fatturato, dei margini, della dimensione aziendale). Potremmo definirlo l’approccio del ‘tirare a campare’, che può anche significare ancora per qualche anno lauti profitti, ma con una forte probabilità di perdere la leadership internazionale all’interno della propria nicchia di riferimento, con lo spettro della cassa integrazione alla fine del tunnel.
Vi è poi l’alternativa - audace, difficile, a volte avventata.
Si tratta di concentrare tutte le proprie energie imprenditoriali sullo sfruttamento del vento del cambiamento, che - si sa - sta spirando fortissimo.
Ciò comporta scelte difficili, tipo smettere di investire su comparti dell’azienda che non funzionano, in perdita da anni, smettendo di coltivare la vana speranza che prima o poi si riprendano, anche dismettendo asset e operando, quando necessario, gli inevitabili tagli.
Al contempo bisogna, però, affrontare senza mezze misure le opportunità, investendo con decisione nel nuovo tutto ciò che ragionevolmente si può. Per un brand questo significa avere il coraggio di diventare una ‘consumer driven company’, iniziando a dialogare in modo sempre più stretto e diretto con la propria community, riconquistandone l’entusiasmo con un marketing scoppiettante prima e mantenendone con processi personalizzati la fiducia dopo.
Grazie al progresso tecnologico, tutto ciò è ora possibile e anzi doveroso.
Il dialogo serrato e continuativo con il cliente finale, diventato oramai membro di una vera e propria fan base, impone ad esempio scelte diverse sul fronte della collaborazione con le celebrity e con gli stessi influencer, parte di una nebulosa dai contorni ancora poco chiari.
Coinvolgere il numero più alto possibile di testimonial con operazioni a spot non solo non è più la scelta giusta, si rivela essere anzi controproducente. Il consumatore si aspetta oggi il coraggio, da parte di un marchio, di esprimere un’identità chiara, in linea con i pregi e difetti di persone fisiche reali, con un’anima, non più di dei astratti, calati dall’alto, eterei e inafferrabili.
Ecco: l’azienda tutta, incluso il sempre più strategico customer care, deve assumere queste caratteristiche di raggiungibilità, di spirito di servizio e di gioiosa complicità con il Cliente.

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