Via libera ai nuovi eroi

In tempi di mercati difficili, la schiera dei brand di grande successo è molto ristretta.
Come è ormai risaputo, su un 20% di realtà dirompenti che vincono, vi è un 80% di marchi storici che ristagnano o, peggio, sembrano essere indirizzati a un destino di inesorabile declino.
Si tratta di un trend di concentrazione ormai ineluttabile, o sta invece emergendo una punta dell’iceberg di “nuovi eroi” in una galassia in profonda trasformazione?
Penso siano vere un po’ entrambe le cose.
Come spiega in modo molto chiaro Martino Scabbia Guerrini nell’intervista che apre questo numero, la magnitudine delle forze in campo sembra favorire le grosse corporation.
Chi ha i soldi per investire e lo fa con determinazione riesce a battere sistematicamente i benchmark di mercato. Questo vale sia per i big del lusso, vedi Gucci, sia per i player ormai fortemente digitalizzati di matrice americana, come Nike.
È però vero anche l’esatto opposto: molte strutture più grandi sono e più fatica fanno a cambiare pelle, anzi hanno ormai assunto sembianze arcaiche.
Vengono spontanei alla mente gli esempi di diverse aziende famigliari italiane, in cui il titolare ha ormai raggiunto un’età tale da sembrare anagraficamente incompatibile con la velocità del cambiamento in atto.
Queste imprese si dimenano, testano nuove ricette, cambiano anche sempre più spesso il personale di punta: ma finché saranno i timonieri di un’altra epoca a reggere le sorti del business, questo inevitabilmente si restringerà.
Si tratta semplicemente di un processo di selezione naturale, tipico di tutti gli ecosistemi.
Dove sono, allora, i giovani ribelli che faranno la moda di domani?
Troppo spesso, ancora, si annidano nelle retrovie dove, con umiltà e caparbietà, a volte da fin troppo tempo, stanno imparando i fondamentali del mestiere.
Sono loro ad avere innescato la rivoluzione digitale di cui i nostri brand stanno iniziando a fruire e sono sempre loro ad avere sempre più voglia di imporsi.
Suvvia, coraggio allora!
I nostri imprenditori, antesignani dell’epoca che stiamo vivendo, facciano entrare in scena questi volti inediti.
Il nostro mondo è affamato di nuovi protagonisti.
Diamo alle leve emergenti, manageriali o creative, l’opportunità di calcare la scena.
Seguiamo l’esempio di quel che fa Giorgio Armani simbolicamente sulla nostra copertina con Alessandro Cattelan.
Usiamo la forza dirompente di chi si sa imporre sul palcoscenico per rinnovare con vigore l’immenso lascito imprenditoriale di cui siamo depositari.
Che decollino le nostre nuove eccellenze!

Marc Sondermann

Fashion Magazine 01/2020
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