Stili in evoluzione

È un mondo che trascende i suoi tradizionali confini, quello della moda uomo visto in occasione di Pitti e delle sfilate di Milano e Parigi.
Sono ormai tramontati i tempi in cui l’abbigliamento maschile seguiva canoni tradizionali, tutto sommato immutati nel tempo, in cui il tocco di eleganza, se non di classe, si aggiungeva variando di stagione in stagione quasi imperscrutabilmente il colore, la tonalità, l’accessorio, il materiale, il taglio e la silhouette, ma non la scelta dei capi in sé, che si riassumeva, semplificando, in camicia, giacca, pantalone, scarpa di pelle.
Oggi, a parte forse il pantalone (ma anche qui i pareri sono discordi), ognuno di questi capi vive una fondamentale messa in discussione.
Si tratta di un fenomeno già in atto da qualche tempo, ma che, nel solco dell’imperare dello streetwear, proprio in occasione di questa tornata di sfilate ha ricevuto un forte avallo di ufficialità da parte delle griffe milanesi e parigine.
Tutto sembra ormai girare intorno a un activewear tutt’altro che sottotono, dai contorni sempre più nitidi, forti, di rottura con il passato.
A livello di business si fa tanto parlare di disruption, ma in effetti stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione dei costumi anche nel contenuto moda. I nuovi must have sono gli hoodie, i pantaloni da tuta, le giacche termoregolate, gli stretch, l’accessorio tecnico, la sneaker.
Imprenditori insospettabili del made in Italy hanno ormai nei loro look
da lavoro non solo abbandonato la cravatta, ma anche, a scelta, almeno uno dei seguenti capi, se non tutti e tre: la giacca, la camicia o la scarpa di pelle.
È vero che dall’altro estremo dello scibile assistiamo a un revival del sartoriale più raffinato, con tanto di su misura, anche e non solo tra i Millennial.
In generale si tratta, però, di un fenomeno fortemente minoritario. Il trend va da un’altra parte.
La sfida per il made in Italy, in tutto ciò, è lampante: non sono più le merceologie tradizionali a fare da volano della crescita. Bisogna inventarsi capi nuovi, rivoluzionari, anticonformisti. Che possono anche ispirarsi, come dice il grande Nino Cerruti, alla moda dei nobili del Cinquecento. Ma che non possono essere più, assolutamente, solo business as usual.

Marc Sondermann

Fashion Magazine 3/2018
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