Pure London: i buyer conquistati da un'offerta senza frontiere

Mantenere le antenne ben dritte, non solo per captare i trend della primavera-estate 2017, ma anche per cogliere le migliori offerte dei 700 marchi presenti (di cui 300 new entry) ed evitare gli effetti negativi che potrebbero derivare dalla Brexit. Sono questi i propositi con cui i buyer hanno preso parte a Pure London, che si è chiuso ieri al centro fieristico Olympia London di Kensington.

 

Vedono rosa gli organizzatori che non si fanno impensierire dall'uscita della Gran Bretagna dall'Europa e si preparano a dare alla manifestazione un appeal sempre più internazionale, a comicnare dal brand mix della aziende espositrici. «Stiamo lavorando a molte novità per la prossima edizione, come l'aggiunta di una nuova sezione dedicata all'athleisure», rivela Julie Driscoll, portfolio director di Pure London.

 

A ispirare i buyer è stato soprattutto l'esercito variegato di brand che hanno presentano collezioni abbigliamento maschile e femminile, oltre alle calzature e agli accessori. Nella tre giorni di manifestazione hanno fatto visita agli stand e assistito alle sfilate compratori di Net-A-Porter, Asos, Arcadia Group. «Vale sempre la pena venire qui - conferma Lucy Burton di Asos - abbiamo visto molte proposte interessanti».

 

Tra i fattori che hanno spinto la fiera londinese, l'ampia offerta: dai marchi high street alle etichette di nicchia, quasi artigianali. «Qui c'è davvero una grande varietà - conferma Nichola Morga, senior account manager di Cheap Monday, il marchio del gruppo H&M per la prima volta presente a Pure London -è bello essere posizionati al fianco del meglio dell'urban menswear».

 

Da registrare, a questa edizione, una crescita consistente di aziende italiane espositrici. Quasi 40 in totale, tra conferme e new entry. Compagnia Italiana e Kate by LALTRAMODA si sono presentate al Pure London 2016 con le novità più importanti delle prossime collezioni. «In Inghilterra abbiamo già un buon pacchetto clienti. Questa fiera funziona particolarmente per intercettare buyer scozzesi e irlandesi più che quelli della city».

 

La sfida a Pure London come negli altri saloni, tradurre le visite dei  buyer in ordini. Aspetto che secondo il marchio pugliese Pour Moi non è mai stato un problema: ogni stagione almeno trenta ordini all'attivo, «con un ottimo turn over di clienti», precisano dall'azienda.

 

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