Russia: via libera all’ingresso nel Wto

Dopo un percorso tortuoso durato ben 18 anni, più di quanto abbia impiegato qualunque altra nazione, ieri la Duma - la Camera Bassa del parlamento russo - ha ratificato l’adesione della Russia al Wto (World Trade Organization). Una svolta epocale per il sistema commerciale in uso, ma non solo.

 

Da un punto di vista prettamente burocratico, mancano ancora  il via libero, però scontato, della Camera Alta e la firma del presidente Vladimir Putin, forte sostenitore di questa iniziativa. Di fatto, però, la Russia è già diventata la 156esima nazione al mondo a far parte della nota organizzazione, l’unica del G20 finora esclusa.

 

Come ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo Economico Andrei Beloussov, questo ingresso assicurerà innanzitutto la stabilità dei rapporti commerciali con l’estero e garantirà l’uniformità delle condizioni giuridiche per gli operatori economici sia russi, sia stranieri. Ovvero, sempre secondo Beloussov, sarà una dimostrazione della qualità del sistema, la condizione chiave perché la Federazione sia riconosciuta come partner attendibile a livello di trade e investimenti.

 

Per dare completa attuazione alle regole e ai principi del libero scambio è previsto un periodo di transizione complessivo di sette anni.

 

Per quanto riguarda nello specifico i beni di consumo, quelli importati diventeranno progressivamente più accessibili ai consumatori russi, grazie all’abbassamento dei dazi: attualmente la maggior parte dei prodotti provenienti dall’estero – compresi quelli del tessile-abbigliamento – sono infatti venduti con un rincaro tra il 30% e il 40% rispetto al prezzo originario, a causa proprio degli elevati balzelli doganali.

 

stats