dopo il lancio del servizio fashion life

Farfetch investe nel second-hand con Thrift+

Farfetch si affida alla logistica di Thrift+, startup specializzata nella donazione di articoli usati, per lanciare un progetto di resale, per ora in fase sperimentale in Inghilterra, dove l'e-tailer di lusso ha oltre 160mila utenti registrati.

A coloro che lo richiederanno verrà fornita la donation bag Thrift+ x Farfetch, in cui inserire i propri prodotti usati. Non dovranno occuparsi di fotografarli o di altri aspetti pratici e logistici: ci penserà Thrift+, che si accaparrerà un terzo degli introiti, mentre gli altri due terzi verranno spartiti tra la persona che ha messo in commercio il capo (a cui sarà data la possibilità di reinvestire la somma guadagnata in uno o più acquisti su Farfetch) e una charity a sua scelta.

Il patron José Neves è sempre più attento alle potenzialità del second-hand: lo dimostra il fatto che a maggio ha lanciato insieme alla società Upteam di Hong Kong Second Life, un servizio che permette ai possessori di borse di lusso che vogliano fare spazio negli armadi di venderle su Farfetch, sempre in cambio di buoni spesa da utilizzare sulla piattaforma.

La mossa dell'e-tailer si aggiunge alle iniziative sempre più numerose da parte dei luxury brand, in un'ottica di economia circolare. Vedi Burberry, che il 7 ottobre ha svelato l'intesa con il big del second hand The RealReal, dopo le polemiche scaturite l'anno scorso dalla consuetudine - comune a molte altre griffe - di distruggere l'invenduto (nella foto, l'homepage del sito di Thrift+).

a.b.
stats